Matteo Montruccoli, condanna definitiva
La Cassazione conferma 5 anni e 11 mesi per spaccio. «Chiederemo l’affidamento ai servizi sociali»
QUATTRO CASTELLA. La Cassazione ha pronunciato il definitivo grado di giudizio sul reato di spaccio di droga a carico di Matteo Montruccoli, 42 anni. Si tratta di una conferma della sentenza di Appello: 5 anni e 11 mesi per spaccio di cocaina e marijuana, quasi tre chili ritenuti dagli inquirenti correlati al regolamento di conti sfociato nell’assassinio del fratello Marco, 34 anni, padre di tre figli.
Montruccoli è diventato suo malgrado un personaggio pubblico in seguito al delitto delle Forche di Puianello del 2 febbraio 2015, che costò la vita al fratello, estraneo ai fatti ma chiamato da Matteo quella sera proprio per timore dell’incontro con i due albanesi. Per quell’omicidio in primo grado sono stati condannati Fatmir Hykaj a vent’anni per l’uccisione di Marco e Daniel Tufa a sei anni per il tentato omicidio di Matteo, che si è salvato per un soffio.
La condanna definitiva non sarà sinonimo di carcere per Matteo Montruccoli. Primo perché l’indagato ha già scontato oltre tre dei cinque anni: senza contare che il meccanismo della libertà anticipata prevede un ulteriore sconto ogni tre mesi di detenzione. La legge carceraria stabilisce a questo punto che, se la pena da scontare è inferiore ai tre anni come in questo caso, c’è la possibilità di richiedere la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Perciò Montruccoli era e resta ai domiciliari.
«Presenteremo richiesta per l’affidamento e dovremo attendere che il giudice di sorveglianza si esprima – dichiara l’avvocato difensore Marco Fornaciari –. Sono ottimista: a mio avviso sussistono tutti gli elementi affinché il mio assistito possa ottenere quei benefici previsti dalla normativa, anche perché si è sempre comportato in modo corretto. Spero e mi auguro che in futuro, essendo abile nell’eseguire lavori manuali, possa aiutare la famiglia del fratello defunto: è il tormento della sua vita, ne parla sempre».
Il comportamento di Montruccoli ha avuto una scivolata di recente, il 29 gennaio scorso, quando il 42enne aveva incrociato in strada una pattuglia dei carabinieri, a 50 metri dall’abitazione dove si trova ai domiciliari, in via Paullo Banzola nella frazione di Casina: andava a prendere le sigarette. L’episodio gli è costato un’accusa di evasione al momento priva di conseguenze per la tenuità del fatto, ma dovrà comunque affrontare la direttissima fissata per l’8 marzo prossimo.(am.p.)
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