Tutto cominciò con le 100 lire su Alemão
Nel 1990 il 2-0 a tavolino per il Napoli, gemellato con i tedeschi, all’origine della rivalità con gli orobici
REGGIO EMILIA. Atalanta-Napoli: 2 a 0 a tavolino. Era l’8 aprile 1990. E quel risultato spalancò al Napoli la strada del suo secondo scudetto, mettendosi alle spalle di lì fino alla fine del campionato il Milan di Arrigo Sacchi. Ma, soprattutto, accendendo una rivalità mai sopita fra tifosi napoletani e atalantini. Era il Napoli di Maradona e Careca. Ma, quell’8 aprile, era stato soprattutto il Napoli di Ricardo Rogério de Brito, detto Alemão, il centrocampista brasiliano che a un quarto d’ora dalla fine della partita venne colpito da una monetina da 100 lire, lanciata dagli spalti. Un episodio discusso a lungo, con moviole e movioloni, da cui emersero ricostruzioni più o meno veritiere dell’accaduto. In una ricostruzione di sponda atalantina, ma sostenuta dal Milan (che ingaggiò anche esperti in letture labiali), spuntò fuori che Carmando, massaggiatore del Napoli, disse ad Alemao «stai giù», invitandolo a non rialzarsi. Risultato? Due a zero a tavolino per i partenopei (che in quel periodo scattava in maniera automatica per episodi del genere), un campionato milionario deciso da 100 lire e Alemão che 20 anni dopo ancora ne parla, giurando sul suo infortunio. Gli atalantini quell’episodio se lo legarono al dito. Almeno quanto i milanisti. E da lì nacque la rivalità fra tifosi orobici e napoletani. Questi ultimi, dal 18 settembre 2013, attraverso la mediazione dei tifosi catanesi sono gemellati proprio con il Borussia Dortmund, che si appresta ora a sfidare la Dea qui a Reggio nella gara di ritorno dei sedicesimi di Europa League. E ai tedeschi, c’è da giurarci, non mancherà il supporto dei gemelli napoletani.
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