Gazzetta di Reggio

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Area Nord e Fotografia non bastano

Rigenerazione urbana e creatività tra i filoni su cui puntava il progetto reggiano

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REGGIO EMILIA. «Essere finalisti – ha detto tra le altre cose il ministro Dario Franceschini ieri mattina nella sala Spadolini del suo dicastero – è un grande risultato». Detto questo e tenuto conto dell’incoraggiamento, vediamo su cosa puntava “l’agenda” di Reggio Emilia per emergere rispetto alle altre città candidate. Quattro i filoni: rigenerazione urbana e nuove funzioni culturali; educazioni, arti e tecnologie; creatività e innovazione sociale; internazionalizzazione e promozione della città.

Sotto il capitolo “rigenerazione urbana e nuove funzioni culturali” i progetti che riguardano Area Nord e Area Officine Reggiane; la strada e i paesaggi estensi; la strada delle arti e della creatività in centro storico; l’Arena eventi della musica al Campovolo.

Passando al tema “educazione, arti, tecnologie”, le istituzioni propongono un progetto didattico volto a rafforzare il concetto di Città educante. Inoltre le istituzioni culturali principali della città sono coinvolte complessivamente con un programma di attività e iniziative, alcune consolidate altre nuove come il festival della Danza in occasione del quarantennale di Aterballetto. Grande attenzione alle diverse espressioni della cultura contemporanea: un’identità rafforzata dall’architettura con la Stazione Mediopadana e il nuovo palazzo dei Musei accanto alle attività che operno al Tecnopolo.

Il capitolo “creatività e innovazione sociale” si dirama in quattro direzioni ben precise: il progetto “Giovane fotografia italiana”, il progetto teatrale MaMiMò, lo sviluppo del circuito Off di Fotografia Europe, il progetto dedicato al suono e alla musica applicata mirato alla riqualificazione dei Chiostri di San Domenico.

Quanto alla “internazionalizzazione e promozione della città” si punta su promozione delle eccellenze culturali e produttive; un progetto per il turismo scolastico; marketing territoriale. Cultura e turismo; la cultura del cibo. Un nuovo progetto per l’accoglienza gastronomica.



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