Gazzetta di Reggio

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Condannato per spaccio Ha il permesso umanitario

di Ambra Prati
Condannato per spaccio Ha il permesso umanitario

Il profugo ventenne arrestato il primo dell’anno in via Paradisi con eroina thai Pena di sei mesi, ma non andrà mai in carcere e l’espulsione è sulla carta

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REGGIO EMILIA. Un profugo con permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato condannato a sei mesi per detenzione e spaccio di eroina thailandese: James Kingsley Owobu, nigeriano di 20 anni, era uno dei due giovani sorpresi a spacciare in via Paradisi il primo giorno dell’anno.

Una vicenda simile a quella del “Cresta”, alias Luckystar Chukwudi Mmaduka, il nigeriano 33enne che ha ammesso di spacciare eroina thailandese nel parcheggio del centro commerciale Nova in via del Gonzaga a Sesso; eppure, in considerazione della modica quantità (aveva due dosi), giovedì scorso il richiedente asilo è uscito dal tribunale di Reggio libero, con l’unica misura del divieto di dimora nella città. Libero di tornare nell’albergo di Brescello dov’è ospitato, come lui stesso ha dichiarato, dalla coop Dimora d’Abramo.

La vicenda di Owobu, sorpreso con lo stesso tipo di sostanza stupefacente, risale invece al primo dell’anno, nella zona della stazione ferroviaria. L’attività dell’Arma era partita seguendo un consumatore abituale di droga, che si era incontrato con il nigeriano. Alla vista delle divise, il profugo aveva cercato di disfarsi di cinque dosi che gettava a terra, poi recuperate dai carabinieri: 10 grammi di eroina thailandese. Il cliente, rintracciato dai militari, aveva confermato – come verificato dall’analisi del cellulare sequestrato al pusher – di aver contattato il ventenne per l’acquisto di una dose di eroina.

In sede di udienza di convalida, il 3 gennaio scorso, davanti al giudice Cristina Beretti, Owobu, difeso dall’avvocato Alessandra Bonini, si era avvalso della facoltà di non rispondere: nei suoi confronti era scattato il divieto di dimora nella provincia reggiana.

L’altro giorno si è conclusa la direttissima con rito abbreviato. Al ventenne è stata contestata la cessione di droga in continuazione con il reato principale di spaccio: il che ha annullato il beneficio dello sconto di un terzo della pena derivante dall’abbreviato. Il pm Giulia Stignani ha chiesto la condanna e il giudice Sarah Iusto ha accolto la proposta dell’accusa: sei mesi. Owobu non andrà mai in carcere, essendo la pena inferiore ai due anni (semmai può chiedere l’affidamento in prova).

Quello che invece rischia davvero è il permesso di soggiorno per motivi umanitari che gli era stato concesso insieme allo status di profugo, persona costretta ad abbandonare il proprio paese per guerra o persecuzioni. Essendo il ventenne senza fissa dimora e senza un lavoro, l’Ufficio Immigrazione della questura potrebbe revocare il permesso. Un iter non immediato, poiché è necessario un parere della Commissione territoriale di Bologna: solo a quel punto il questore potrebbe procedere all’espulsione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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