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Il ministro Franceschini: «Essere finalisti in questa gara è come essere candidati agli Oscar»

Il ministro Franceschini: «Essere finalisti in questa gara è come essere candidati agli Oscar»

«Mi dispiace per tutti i sindaci e gli assessori che sono venuti qui e hanno candidato le loro città a Capitale italiana della cultura per il 2020 ma io, violando tutte le regole, ho deciso di...

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«Mi dispiace per tutti i sindaci e gli assessori che sono venuti qui e hanno candidato le loro città a Capitale italiana della cultura per il 2020 ma io, violando tutte le regole, ho deciso di nominare Ferrara!». Con questa battuta il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha preceduto ieri l’apertura della busta consegnatagli dalla giuria che conteneva il nome della città designata Capitale italiana della cultura 2020, ovvero Parma. «Essere nella short-list nella gara per diventare Capitale italiana della cultura sarà via via come essere candidati agli Oscar – ha aggiunto Franceschini – ed essere finalisti è un grande risultato. Per tutte le città candidate c’è infatti un lungo percorso che poi porta ad una crescita di quelle stesse città». Il ministro, nello spiegare la scelta unanime della giuria, ha sottolineato la capacità di Parma fare rete e sinergia tra pubblico e privato nel produrre l'offerta culturale. La città ha fatto sistema e ha messo in campo tra fondi privati e pubblici, e oltre al milione che arriva dal Mibact, cinque milioni di euro. L'Enel, inoltre, garantirà alla città vincitrice un progetto di turismo sostenibile. «La competizione - ha sottolineato il ministro dei Beni cultutrali e del Turismo – diventa ogni anno più forte, con città che presentano progetti straordinari. È una scelta difficile, ma la commissione ha deciso all'unanimità. Parma è sicuramente una città che ha tante ragioni legate all'arte, alla musica, al cibo. È una bellissima città. La nomina rappresenta un traino sui grandi mercati internazionali: il turismo non per niente è cresciuto prima a Mantova, poi a Pistoia». La città del Parmigianino, di Bodoni e Toscanini, del maestro Giuseppe Verdi, dei Bertolucci, la città dal nobile passato, città ducale con Maria Luigia d'Asburgo e oggi del grande Centro studi archivio comunicazione (Csac) ha dunque tagliato il traguardo per prima.

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