Parma “città della cultura” batte Reggio
L’investitura ufficiale ieri a Roma alla presenza di tutti i sindaci “candidati”. La scelta della giuria è avvenuta all’unanimità
REGGIO EMILIA. Ha vinto l’Emilia, ma non Reggio Emilia. Sarà infatti Parma la Capitale italiana della cultura 2020. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri mattina dal ministro Dario Franceschini, affiancato dal presidente della giuria Stefano Baia Curioni, al termine di una cerimonia pubblica nella sede del Mibact a Roma. Presenti tutti i sindaci delle città in lizza: oltre a Parma, Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. È in pochi anni il secondo grande successo per Parma, ottenuto tra l’altro all’unanimità, che nel 2015 ottenne dall’Unesco il titolo di Città Creativa della Gastronomia. E a Reggio Emilia, prescindendo dal campanilismo, non resta che incassare. E fare buon viso a cattiva sorte in nome di una nota delle tre amministrazioni comunale di Reggio, Parma e Piacenza firmata alcuni giorni prima del verdetto: «Quale sia delle tre a ricevere eventualmente il titolo – si legge – si impegnerà a collaborare strettamente con le altre due per favorire ricadute turistiche sull'Area vasta della Destinazione turistica Emilia ai fini di valorizzarne sempre più l'attrattività dall'Italia e dall'estero, incrementando il numero di visitatori». Certo, avesse vinto Bitonto, lo stato d’animo da queste parti (al di là delle dichiarazioni ufficiali) sarebbe sicuramente più sereno se non a un passo dall’impassibile.
I progetti vincenti. Il capitolo cantieri, che il sindaco Federico Pizzarotti aveva promesso di attivare anche in caso di mancata vittoria, prevede l'apertura al pubblico dell'Ospedale Vecchio in Oltretorrente, la valorizzazione del Centro studi ed archivio della comunicazione dell'Università di Parma, la nascita di “La città delle muse” che porterà musica e arte nelle periferie con il contributo del Conservatorio “Arrigo Boito” che avrà il compito ambizioso di sonorizzare i quartieri. Le produzioni avranno come cuore il Teatro Regio che, oltre ad una edizione speciale del Festival Verdi, avrà con una stagione speciale tutta dedicata al Novecento, con l'ausilio della Fondazione Toscanini e di Fondazione Teatro Due. Inoltre, il Lenz riporterà all'attualità il tema della memoria. Edizione alla grande anche per il Festival della creatività contemporanea “Parma 360” e con una nuova galleria d'arte fotografica. Le esposizioni valorizzeranno ancora di più il complesso museale della Pilotta, in particolare con una mostra dedicata alla storia dell'arte globale, la Fondazione Magnani Rocca, il Museo Guatelli e lo spazio Time-Lapse con un'esposizione dedicata ai media. L'editore Franco Maria Ricci, suo il logo della candidatura, sarà protagonista con il suo Labirinto della Masone. L'assessore alla Cultura del comune di Parma ha poi promesso quattro “open call”, chiamate aperte in cui saranno invitati artisti italiani e internazionali a guardare e raccontare Parma dal loro punto di vista inedito. La città vincitrice potrà rappresentare per un anno la nuova offerta culturale e turistica nazionale, attuando il proprio progetto grazie al contributo statale di un milione di euro.
Motivazioni. «Esempio virtuoso e di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale». Così recita la motivazione della giuria presieduta da Stefano Baia Curioni che ha eletto all'unanimità Parma Capitale italiana della cultura 2020. «I punti di forza» del programma presentato, “La cultura batte tempo” sono «in particolare la capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa. Il progetto, infatti, enfatizza un forte, attivo, coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell'università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare». Ma anche «la presenza di un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana, integrazione sociale e produzioni cultuali; un sistema di offerta culturale di ottimo livello realizzato con una esplicita attenzione ai giovani, all'integrazione tra discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale; e una forte capacità di gestione dei sistemi di accoglienza e gestione della attrattività in vista della sostenibilità complessiva».
L’orgoglio. «Sono contento che tre città dell'Emilia fossero in finale, noi abbiamo già una Destinazione turistica e abbiamo detto che vogliamo lavorare insieme». Lo dice Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, senza nascondere la sua gioia («raramente ho poche parole, ma stavolta mi avete lasciato senza. .. Sono davvero emozionato») e confermando il “patto di mutuo soccorso” stretto con Reggio Emilia e Piacenza.
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