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Rimborsi M5s, Sassi si difende «Su di me nessuna espulsione»

Rimborsi M5s, Sassi si difende «Su di me nessuna espulsione»

REGGIO EMILIA. «Sono assolutamente in contatto con lo staff. Hanno i miei riferimenti e possono chiamarmi quando vogliono. Al momento non ho nessuna notizia di una mia espulsione. È tutto ciò che...

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REGGIO EMILIA. «Sono assolutamente in contatto con lo staff. Hanno i miei riferimenti e possono chiamarmi quando vogliono. Al momento non ho nessuna notizia di una mia espulsione. È tutto ciò che posso dire. Voglio aspettare le verifiche ufficiali del Ministero». Circola con insistenza anche il nome del consigliere regionale reggiano del M5s, Gianluca Sassi, fra coloro finiti nella bufera per la mancata restituzione di parte dei rimborsi.

Raggiunto telefonicamente dalla Gazzetta, Sassi - in questi giorni impegnato a organizzare sul territorio reggiano la campagna elettorale del M5s – rivendica tuttavia la correttezza del suo operato: «Ho caricato tutto sul portale – spiega – e stanno facendo verifiche. Ma sono in contatto con lo staff e non mi è stata comunicata nessuna notizia di espulsione».

Finora sono due in particolare gli emiliani-romagnoli finiti nella bufera. La parlamentare Giulia Sarti, che ha denunciato alla questura Bogdan Andrea Tibusche, il suo ex fidanzato, accusandolo di aver truccato i rimborsi. Il nome della Sarti, tuttavia, non è stato fra gli otto furbetti indicati pubblicamente da Di Maio, diversamente da quello di Elisa Bulgarelli. La pentastellata Sarti, che non si è autosospesa, è comunque andata in questura per denunciare l’ex fidanzato accusandolo di essere lui il responsabile dell’ammanco di 23mila euro. Ma il suo ex è passato al contrattacco tramite Facebook con lo pseudonimo di Andrea De Girolamo: «Vedremo come va a finire perché la verità è tutta un’altra. Usciranno diverse conversazioni e forse non vi conviene esporvi ora». E ancora, rispondendo a un follower, scrive: «Vedrai che fine fa la querela. Vedrai i messaggi e le email. Io in pubblico non rilascio nulla ma dritto in procura. Io ho un brutto vizio: registrare tutto e pure le telefonate». Il M5s, intanto, ha annunciato di voler far tabula rasa di tutti i furbetti. Il caso era stato portato alla luce durante la trasmissione televisiva le Iene.

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