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Salmonella in allevamento 18mila galline da macellare

Salmonella in allevamento 18mila galline da macellare

San Martino in Rio: l’Ausl riscontra la positività nella lettiera del capannone Nessun problema per le uova, la carne in vendita solo se risulterà negativa

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SAN MARTINO IN RIO. Trovata la salmonella in allevamento di galline ovaiole. Il Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia, dopo i controlli effettuati in un allevamento di galline ovaiole del distretto correggese, ha riscontrato «una positività per salmonelle sulla lettiera (pavimento del capannone)». I successivi controlli di laboratorio hanno evidenziato «l’assenza di positività per le uova campionate, destinate alla produzione di prodotti alimentari cotti».

In questi casi, il Servizio veterinario del Dipartimento di sanità pubblica, che svolge attività di vigilanza in tutti gli allevamenti con più di 1.000 capi con campionamenti ufficiali, in linea con le normative comunitarie europee e il Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli, prevede l’invio al macello dei capi. Le circa 18.000 galline dell’allevamento sono quindi destinate alla macellazione (il sindaco Paolo Fuccio ha firmato l’apposita ordinanza) e, se risulteranno negative alla salmonella, saranno utilizzate per la produzione di alimenti cotti.

«I controlli vengono fatti periodicamente – spiega Mauro Grossi, dirigente del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia –. Quando si riscontra una positività, si procedere con la macellazione, perché così dispongono le direttive europee, e di conseguenze i regolamenti nazionali e regionali. Il tutto per un principio di massima precauzione. La carne però può essere commercializzata. Vengono fatte verifiche e, se tutto è negativo, può essere utilizzata a uso umano».

Secondo l’Ausl di Reggio, «è utile ricordare che il trattamento termico, sia della carne che delle uova, annulla la possibilità di contaminazione». Cosa sono le salmonelle? Le salmonelle, presenti in natura con oltre 2.000 varianti, sono batteri che si trovano nell'ambiente, nel suolo e nelle acque. Possono essere riscontrati nell'intestino degli animali e dell'uomo.

Sono responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali e rappresentano una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari. L’infezione si trasmette attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle.

Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell’infezione nell’uomo. Tuttavia, per poter causare la malattia è necessaria la presenza massiva dell’agente patogeno nell’alimento prima dell’ingestione.

Quali i controlli della sanità pubblica? Il Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli prevede specifiche condizioni ed azioni da effettuarsi negli allevamenti di galline e tacchini riproduttori, galline ovaiole, polli da carne e tacchini all'ingrasso. Ha come obiettivo comunitario la riduzione della presenza delle salmonelle rilevanti per la salute pubblica all'1% o meno per i tacchini, polli da carne e riproduttori e al 2% o meno per i gruppi di ovaiole in deposizione.

Le azioni del piano poggiano sulla presenza di sistemi di biosicurezza ed adozione di piani di autocontrollo negli allevamenti. A questa attività si affiancano i campionamenti ufficiali effettuati a seconda della tipologia dell'allevamento. Per le galline ovaiole è previsto il controllo di un gruppo per anno in allevamenti con più di 1.000 capi a fine ciclo produttivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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