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Scandiano, ecco il nuovo Gobetti: dopo tante difficoltà la scuola ora è pronta

di Adriano Arati
Scandiano, ecco il nuovo Gobetti: dopo tante difficoltà la scuola ora è pronta

Ampliato il polo che ospita più di 1.300 allievi. Progetto concluso nonostante la burocrazia e il crac Unieco  

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SCANDIANO. È arrivato, è pronto all’uso, e non è stato facile, per problemi locali e nazionali. Ieri mattina è stato inaugurato l’ampliamento del polo scolastico Gobetti di Scandiano, l’unica scuola superiore del distretto ceramico. Si parla di un nuovo piano rialzato costruito sopra all’edificio principale, da oltre 650 metri quadrati di superficie divisi fra sette aule e un laboratorio informatico oltre ai servizi.

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Il progetto da 1,6 milioni di euro finanziati con mutui Bei (la Banca europea per gli investimenti) era il più vasto fra quelli varati dalla Provincia nel 2015, ed è il primo ad arrivare a compimento. Non è stato semplice, perché i lavori iniziati nel 2016 sono stati segnati prima da vincoli burocratici piuttosto lunghi. Poi, a inizio 2017, la cooperativa Unieco, vincitrice dell’appalto, è finita in liquidazione coatta amministrativa ed è stato necessario rinegoziare l’accordo con il consorzio arrivato secondo nella gara originale.

Il tutto in anni cui le risorse economiche pubbliche sono in calo costante e in cui le capacità economiche delle Province, dopo la riforma Delrio, sono particolarmente ridotte. Nella fase transitoria, per far fronte alle necessità di posti per studenti in crescita, sono stati montati anche dei grandi container mobili.

«È la prima opera che da oltre te anni riusciamo a inaugurare, dopo uno tsunami che ci ha privato di risorse, ma che siamo riusciti a superare lavorando con grande pazienza e ricerca di equilibrio», ha detto il presidente della Provincia Giammaria Manghi al taglio del nastro, affiancato dal personale dell’ente, dai consiglieri delegati all’Istruzione e alle Infrastrutture Ilenia Malavasi e Marcello Moretti, dal sindaco scandianese Alessio Mammi, dal preside Fausto Fiorani e dal presidente del consiglio d’istituto Umberto Baroni.

Inevitabile ricordare i patimenti di questi anni: «Questa scuola è il frutto di fatica: la fatica di un ente in generale, ma anche la fatica specifica delle imprese coinvolte nei lavori, da chi inizialmente se li era aggiudicati e purtroppo è fallito a chi è subentrato e ha dovuto farlo con tempi non semplici da rispettare», ha continuato Manghi. E ha sottolineato, «anche per rispetto della verità, come il risultato raggiunto oggi non sia, dunque, né semplice né scontato».

Adesso il Gobetti è decisamente più capiente, e ce n’è bisogno: «Ora abbiamo una proposta composta da tre indirizzi tecnici, due liceali e due professionali che risponde ai bisogni del territorio e che in questi anni ci ha visti passare da 1.000 a 1.300 studenti e da 100 a 140 docenti, con un trend oramai stabile di quasi 300 nuove iscrizioni l’anno», ha ricordato il preside Fiorani.

Stessa lunghezza d’onda per il sindaco Mammi: «L’importanza del Gobetti va ben oltre i confini del comune, perché è un intero distretto, quello ceramico, che si riconosce in questo importante polo. Non inauguriamo solo delle aule, ma un ulteriore investimento sul futuro del nostro territorio e dei nostri cittadini, finalizzato a migliorare ancora di più la qualità dell’istruzione e delle conoscenze dei nostri ragazzi».

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