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Orlando lancia il Pd: «Rimonta possibile»

Orlando lancia il Pd: «Rimonta possibile»

All’hotel Astoria Il ministro della Giustizia ha incontrato i sindacati e il mondo produttivo reggiano

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REGGIO EMILIA. Mancano ormai solo due settimane al voto e ogni partito si sta preparando alle battute finali della campagna elettorale, tirando le somme su quanto è stato fatto e su quanto si possa concretamente offrire se eletti.

Nella giornata di ieri il ministro della giustizia Andrea Orlando ha incontrato le organizzazioni sociali e sindacali e le categorie del mondo produttivo nella sala degli specchi dell’hotel Mercure Astoria di Reggio Emilia. Per quanto riguarda l’andamento della campagna elettorale il ministro ha dichiarato che «la rimonta è possibile. Oggi è molto difficile sondare l’opinione pubblica, nonostante i continui sondaggi, perchè ne esiste più di una. Portare temi diversi da quelli già in agenda, come ad esempio la sanità, la scuola e le pensioni, permette all’elettore di avere un quadro completo dell’azione che il Partito Democratico ha in mente di realizzare».

Un altro punto toccato da Orlando è l’Europa, tematica ampiamente dibattuta con gli avversari grillini e leghisti, sulla quale ha spiegato: «Bisogna avere consapevolezza di cosa è l’Unione Europea e di cosa può portare al nostro paese. Ci sono state sì discussioni e scelte sbagliate ma non è possibile rinunciare a dei legami così forti che da anni ci legano agli stati del vecchio continente. Credo che questo abbia un peso più rilevante rispetto a quello che invece non convince».

Connesso all’Europa c’è anche il problema della disuguaglianza sociale data dalla crisi che secondo il Partito Democratico tende a dividere piuttosto che a stimolare la crescita. Essendo stato tra i fautori della riforma antimafia il Ministro ha inoltre dichiarato che è necessario contrastare il fenomeno rafforzando non solo le forze dell’ordine ma soprattutto i corpi in cui la criminalità organizzata si insinua, cercando una normativa per far funzionare questi sistemi.

«Esiste un rischio di rimozione – ha infine ribadito Orlando – e che si torni ad una situazione come dieci anni fa: quando io e l’onorevole Marchi in commissione antimafia ponevamo il tema della penetrazione delle mafie al nord, ci guardavano come se stessimo parlando di fantasie. Ma oggi penso che abbiamo le carte in regola per dire che quello che potevamo fare sul piano degli strumenti legislativi lo abbiamo fatto». (n.n.)

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