Rimborsi M5s, espulso Gian Luca Sassi
L’annuncio sul blog: ha dichiarato restituzioni per 81mila euro, ma ne risultano 23mila. Spadoni e Guatteri: «Dimissioni»
REGGIO EMILIA. La conferma è arrivata praticamente già nella mattinata di ieri, ma solo a livello verbale. E le ulteriori verifiche avviate dal M5s, estese a tutti i consigli regionali, hanno di fatto ritardato l’annunciata nota ufficiale sul Blog delle stelle, pubblicata poco prima delle 20. Un passaggio sintetico ma inequivocabile: «Gian Luca Sassi, consigliere regionale in Emilia Romagna: espulso».
Si tratta del primo e finora unico consigliere regionale finito fuori dal Movimento per la rimborsopoli che sta agitando la campagna elettorale M5s. Il caso è stato sollevato nei giorni scorsi in tv da Le Iene, che hanno portato alla luce mancati versamenti di alcuni parlamentari M5s al fondo per il microcredito: in pratica, sul sito tirendiconto.it – dove il M5s rendiconta le restituzioni volontarie sugli stipendi effettuate dai propri esponenti per alimentare il fondo a sostegno delle piccole imprese – in alcuni casi sarebbero stati messi online solo documenti che testimoniano disposizioni di pagamenti di bonifici, salvo poi revocare il pagamento.
Dopo l’inchiesta televisiva, è stato lo stesso M5s a estendere i controlli anche ai consiglieri regionali, annunciando l’intenzione di fare piazza pulita dei furbetti. E fra i casi emersi durante i controlli sono spuntate irregolarità anche da parte del reggiano Gian Luca Sassi. Sul sito tirendiconto.it, risulta che Sassi avrebbe restituito al fondo per il microcredito una cifra pari a 81.081,14 euro. Ma dalle verifiche portate avanti dallo staff M5s, i bonifici effettivamente andati a termine nel fondo microcredito erano fermi a quota 23.253,71 euro, con una differenza di -56.827,43 euro.
Al pari degli altri esponenti M5s eletti in Parlamento e nei consigli regionali, su invito dello staff lo stesso Sassi aveva firmato nei giorni scorsi la liberatoria sulla privacy per consentire i controlli e verificare i suoi bonifici personali. A dare anticipazione dell’espulsione, ieri mattina, uno dei leader del Movimento a Bologna, il capogruppo in Comune, Massimo Bugani, fedelissimo di Casaleggio e socio della piattaforma Rousseau: «Mi hanno chiamato da Roma – aveva detto a margine di un incontro con Paola Taverna – ed è vero: dai controlli dei conti che hanno fatto sono emerse irregolarità anche da parte di Sassi, da quanto ne so non avrebbe versato più della metà dell’ammontare». In serata, infine, l’ufficialità. Da parte sua, di fronte alle voci di una sua possibile espulsione, che circolavano con insistenza già da venerdì, il consigliere regionale reggiano si era detto tranquillo. E raggiunto venerdì sera telefonicamente dalla Gazzetta si era limitato a commentare: «Al momento non ho nessuna notizia di una mia espulsione. È tutto ciò che posso dire. Voglio aspettare le verifiche ufficiali del Ministero». Nel giro di qualche ora, tuttavia, il cerchio attorno al consigliere regionale reggiano si sarebbe stretto sempre di più. E fonti interne al M5s reggiano sostengono che lo stesso Sassi avrebbe sin dal pomeriggio accennato all’ipotesi di dimissioni, motivando le mancate restituzioni con ragioni personali. Motivazioni che non avrebbero comunque fatto cambiare idea agli attivisti reggiani. Ed è per questi motivi che ieri, dopo le conferme di Bugani, la parlamentare M5s reggiana e ricandidata, Maria Edera Spadoni, e la capogruppo in Sala Tricolore, Alessandra Guatteri, hanno chiesto apertamente le dimissioni di Sassi: «I controlli interni attivati dal M5s, come confermato da Massimo Bugani hanno fatto emergere un fatto gravissimo – affermano – Gian Luca Sassi ha tradito gli impegni con i cittadini. I parlamentari, consiglieri regionali ed europei M5s hanno donato oltre 23 milioni di euro al fondo microcredito per le piccole imprese che nel reggiano ha aiutato 23 piccole realtà ecomomiche. Sassi ha tradito gli impegni con i cittadini dichiarando online una cifra superiore di quanto realmente donato al fondo microcredito. Chi sbaglia nel M5s è fuori. Senza se e senza ma. Non siamo il Pd, la Lega o Forza Italia. Perché è solo con l’esempio e la coerenza dei comportamenti che si cambia l’Italia. Chiediamo a Sassi di dimettersi da consigliere regionale». Sul comportamento del consigliere reggiano Natascia Cersosimo, consigliera M5s a Cavriago, Mauro Caldini, consigliere a Montecchio, e Luca Zanchin, consigliere a San Polo, fanno sapere di essere «fortemente delusi dal suo comportamento. Ci attendiamo le sue dimissioni da consigliere regionale».
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