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Quel docente di Unimore che combatte la pedofilia

Quel docente di Unimore che combatte la pedofilia

Ernesto Caffo è nella commissione vaticana per contrastare gli abusi del clero Ordinario di Neuropsichiatra, è anche fondatore e presidente di Telefono Azzurro

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REGGIO EMILIA. C’è anche un docente di spicco di Unimore all’interno della Commissione per la tutela dei minori (Pctm) rinnovata venerdì dal Papa, uno speciale organismo per far fronte alle violenze degli ecclesiastici sui bambini, voluta proprio dal Papa argentino nel 2014 e il cui mandato era scaduto alla fine dell’anno scorso. Si tratta di Ernesto Caffo, ordinario di Neuropsichiatra infantile.

«Sono molto felice e onorato di rimettermi in gioco in un contesto aperto a nuovi confronti – spiega il fondatore e presidente di Telefono Azzurro – che cosa avrà convinto il Papa di me? Penso l’esperienza maturata come neuropsichiatra dell’infanzia e la mia grande passione». Caffo, che è anche parte del Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati, collabora da tempo con il Vaticano e lo scorso autunno ha partecipato al “Child Dignity”, primo congresso mondiale organizzato dalla Chiesa sul tema dei rischi legati all’utilizzo della rete da parte dei minori. «Si tratta di una grande sfida – dice il professore 67enne – il Papa vuole investire anche molte risorse culturali nella lotta a questa piaga».

Riguardo alle polemiche sorte attorno alla Commissione e che hanno portato alla defezione di alcuni suoi componenti, Caffo sostiene che «il grande errore sia stato quello di non ascoltare le vittime. La nuova commissione invece darà loro un ruolo centrale, come è giusto che sia nell’ottica della tolleranza zero agli abusi sui minori».

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