I 5 Stelle a Reggio Emilia: Sassi dimissionario? È pronto Todaro
Nessun atto ufficiale per ora da parte del consigliere del M5s. Se questo accadrà, a sostituirlo sarà un altro reggiano
REGGIO EMILIA. Per ora Gianluca Sassi, espulso dal Movimento Cinque Stelle per non avere effettuato circa 58mila euro di versamenti volontari, rimane consigliere regionale con il diritto di percepire per intero i compensi previsti dalla normativa regionale.
Le sue dimissioni dalla carica elettiva rimangono un'intenzione dichiarata privatamente in una lettera inviata a una quarantina di consiglieri pentastellati di Reggio e della provincia. Per renderle effettive occorre che Sassi le formalizzi con una richiesta all'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna. La quale, in teoria, potrebbe anche respingerle, come avviene sistematicamente in Parlamento, dove i senatori e i deputati difficilmente accettano che un loro collega si dimetta creando un precedente imbarazzante per tanti inquisiti.
Tuttavia la prassi finora seguita dai consigli regionali, provinciali e comunali è diversa e lascia prevedere una rapida approvazione dell'eventuale ritiro di Sassi. Resta da vedere se e quando il consigliere cavriaghese si dimetterà.
L'unica certezza è che, in tal caso, gli subentrerà un altro reggiano, il primo dei Cinque Stelle non eletti nella circoscrizione provinciale. Si tratta di Fabrizio Todaro, un attivista di lungo corso che lavora come dipendente della Telecom e, come la maggior parte degli esponenti grillini, non ha precedenti esperienze di incarichi pubblici. Il percorso inverso spetterebbe a Sassi il quale, un volta ceduto il seggio che occupa a Bologna, ritornerebbe alla sua professione di disegnatore meccanico in una ditta di Bibbiano.
È il proposito annunciato nella lettera spedita ai consiglieri reggiani venerdì sera, un giorno prima che la sua espulsione da M5s fosse resa di pubblico dominio sul sito ufficiale del movimento: «Le mie dimissioni – scriveva Sassi – non risolveranno nulla. Saranno un atto riparatore, ma è l'ultimo atto dignitoso che mi rimane. Tutta la mia vita di dieci anni (di attività nel movimento, ndr) è distrutta. Il bellissimo rapporto di amicizia è perso per sempre».
Nell'assemblea legislativa regionale il consigliere aveva ricoperto, nel 2016, il ruolo di capogruppo, che i pentastellati rivestono a turno per un anno. Inoltre era componente delle Commissioni terza (Territorio, Ambiente e Mobilità) e quarta (Sanità e Politiche Sociali).
Percepisce gli emolumenti che la Regione in questa legislatura aveva deciso di dimezzare. Il movimento Cinque Stelle li pubblica per tutti i suoi eletti sul sito TiRendiconto. Sul cedolino di dicembre di Sassi compare un'indennità di carica di 5.000 euro, a cui se ne aggiungono 2.258 di rimborso forfettario delle spese per l'esercizio del mandato. Tolte le imposte rimane un compenso netto di 5.610 euro.
Secondo il regolamento interno i consiglieri pentastellati si impegnano a versare al fondo ministeriale per il microcredito alle piccole imprese ciò che eccede la retribuzione di base. Sassi, quindi, ha dichiarato un'eccedenza da versare di 2.493 euro, tolti i 3.290 dovuti al portavoce, i 250 di trattamento di fine mandato e gli 814 di spese di trasporto, vitto e rimborso chilometrico.
In totale si era impegnato a dare in tre anni 81.018 euro, ma ne ha corrisposti effettivamente soltanto 23.253. Nella missiva il consigliere giustifica la sua inadempienza con motivi personali non meglio precisati, che gli avrebbero impedito di mantenere la promessa. Se avesse voluto o potuto rendicontare le spese aggiuntive di quasi 58mila euro non avrebbe avuto problemi.
In ogni caso è probabile che il movimento gli avrebbe offerto una via d'uscita, se Sassi avesse confessato a tempo debito le sue difficoltà finanziarie. Il suo comportamento, invece, è stato giudicato imperdonabile e come tale sancito con l'espulsione, mentre Silvia Piccinini, altra rappresentante di M5s in Regione, ha giustificato un mancato versamento con un errore della banca.
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