Gazzetta di Reggio

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Oltre 350 studenti partiti per Cracovia

di Adriano Arati
Oltre 350 studenti partiti per Cracovia

Domani visita ad Auschwitz con Vecchi, Manghi, il vescovo Camisasca, l’imam El Samahy e il rabbino Goldstein 

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REGGIO EMILIA. Partiti. Oltre 350 studenti reggiani, ragazze e ragazzi delle scuole superiori della provincia reggiana, sono arrivati ieri pomeriggio a Cracovia, nel sud-est della Polonia. La città sarà la base di riferimento per il Viaggio della Memoria 2018 di Istoreco, l’istituto storico di Reggio Emilia, che in totale condurrà quasi 1.100 persone (in gran parte studenti, appunto), a visitare i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau e la città di Cracovia. Il viaggio si snoderà in tre turni consecutivi, sino al 10 marzo, con 21 pullman complessivi. Domenica notte i primi sette mezzi di Til si sono avviati verso la Polonia, raggiungendo la loro meta nel tardo pomeriggio. L’esperienza sarà come sempre raccontata da Gazzetta nell’edizione cartacea e digitale, coi contributi diretti dei protagonisti.

Durante questo primo turno di viaggio, ci sarà anche un momento particolare, la visita ad Auschwitz e Birkenau delle principali autorità religiose e civili di Reggio Emilia.

Domani, mercoledì 21 febbraio, assieme agli studenti visiteranno infatti il campo il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, il vescovo della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Massimo Camiscasa, il rabbino Beniamino Goldstein della comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia e l’imam Yosif El Samahy, in rappresentanza delle diverse comunità islamiche presenti a Reggio Emilia.

Sarà un momento di esperienza e di conoscenze condivise, conclude a sera con un confronto fra gli ospiti e le ragazze e i ragazzi. Istoreco ha organizzato questa peculiare iniziativa, una rarità quasi assoluta a livello italiano, per favorire un momento di dialogo in un anno, il 2018, in cui ricorrono anche anniversari importanti. Nel 1938 anche l’Italia promulgò le leggi razziali, anticamera di quello che diventerà l’Olocausto. Nel 1948 l’Italia repubblicana uscita dalla guerra formalizzò la propria Carta Costituente, una Costituzione dove ogni differenza di razza e credo religioso viene esclusa. L’idea di invitare le autorità religiose e civili al Viaggio nasce poi dal tema generale del progetto. Nel 2018 il Viaggio della Memoria è dedicato ai Giusti fra le Nazioni, persone non ebree che durante la guerra hanno salvato la vita a ebrei. È il caso di tanti albanesi che negli anni del conflitto nascosero ebrei in fuga, e lo fecero guidati dai loro precetti religiosi. Questa storia è raccontata nella mostra “Besa-Un codice d’onore”, allestita da Istoreco nella sinagoga cittadina a gennaio. È il caso del giusto fra le nazioni reggiano Don Enzo Boni Baldoni, nato a Cavriago. Durante la guerra, parroco a Quara, ha dato ospitalità a diverse famiglie ebree. Ed è il caso di Gino Bartali, il grande campione di ciclismo che nel 1943 e 1944 girò la Toscana con documenti falsi nascosti nella bicicletta, documenti usati per far espatriare ebrei braccati. Il Giro d’Italia 2018 partirà da Gerusalemme come omaggio a Bartali. «Esempi di coraggio guidati dalla generosità, dalla consapevolezza di cosa sia giusto e di cosa non lo sia e, spesso, anche, dalla fede religiosa. Da qui l’idea di favorire un momento condiviso fra i rappresentanti del territorio reggiano, sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, e le autorità religiose dello stesso territorio», spiegano da Istoreco.



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