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Secondo parto in ambulanza in Appennino, è polemica

di Luca Tondelli
Secondo parto in ambulanza in Appennino, è polemica

Castelnovo Monti, il comitato Cicogne: «Cambiare la legge che ha causato la chiusura dei punti nascita»

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CASTELNOVO MONTI. Ha riaperto le mai sopite discussioni sulla chiusura dei punti nascita dell’Appennino – Castelnovo Monti, Pavullo nel Frignano (Modena) e Borgo Val di Taro (Parma) – l’episodio verificatosi sabato notte nel Modenese: una donna incita di 39 anni che abita nel crinale, a Pievepelago, è stata trasportata d’urgenza in ambulanza verso l’ospedale di Sassuolo, ma non ha fatto in tempo ad arrivare. Il suo piccolo è venuto alla luce sul mezzo di soccorso, fortunatamente senza alcuna complicazione.

Ma ovviamente – dopo che la chiusura dei punti nascite provocata dalla mancata deroga della Commissione nascite nazionale era stata giustificata invocando una maggiore sicurezza – un episodio simile ha suscitato una ridda di polemiche.

Monica, la neomamma ha avvertito le doglie nel cuore della notte. In fretta a furia ha preparato le cose, aiutata dal marito Daniele; hanno tentato di fare una corsa verso l’ospedale ma il bimbo, Mattia, è stato più veloce. Ora stanno benissimo, sia il neonato che la mamma, per quanto la donna sia un po' provata dall'esperienza.

«Verso mezzanotte e un quarto sono cominciate le doglie – racconta Monica dal letto dell’ospedale a Sassuolo –. Ho detto a mio marito: ci siamo. E siamo venuti giù di corsa in macchina. Pensavo di riuscire a partorire in ospedale, ma a Pavullo mi si sono rotte le acque. Mio marito è arrivato in brevissimo tempo al pronto soccorso: lì sono stati bravissimi, io mi sono tranquillizzata soprattutto vedendo che l'ostetrica sapeva fare il suo lavoro. Mio marito era più agitato».

Vista la situazione, e considerato il fatto che a Pavullo non si può più partorire, in un attimo è stata predisposta l'ambulanza con tre sanitari a bordo. Ma il bimbo ha avuto fretta: «Eravamo ormai già nel territorio di Sassuolo – continua la mamma – quando all'1.30 è arrivato il momento: il bimbo è nato in ambulanza, assistito da personale davvero premuroso, a partire dall'ostetrica. L'ambiente era piuttosto stretto, è vero, e gli scossoni della strada si sono sentiti. Ma è andato tutto bene, per me l'importante è solo questo».

Una volta in ospedale, mamma e bimbo sono stati immediatamente portati in reparto per tutte le cure del caso. Sui social la discussione sull’episodio è già partita.

Il comitato Salviamo le Cicogne, che da mesi è impegnato contro la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti, condividendo la notizia ha commentato: «Chiediamo la revisione della legge che ha portato alla chiusura dei punti nascita. Parametri diversi per aree geografiche diverse. Non siamo numeri siamo persone. Abbiamo lottato e continueremo a farlo».

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