Un altro bar del centro ai cinesi Il sindaco: «Trattative private»
CADELBOSCO SOPRA. Salgono a tre i bar che passano sotto ad una gestione cinese. Dopo il bar Matai di piazza XXV Aprile e il Gran Bar di via Monsignor Saccani, ora tocca al bar Gioiello di via Don...
CADELBOSCO SOPRA. Salgono a tre i bar che passano sotto ad una gestione cinese. Dopo il bar Matai di piazza XXV Aprile e il Gran Bar di via Monsignor Saccani, ora tocca al bar Gioiello di via Don Pellegrino d’Oglio. La novità non è passata inosservata ad alcuni cittadini, che hanno aperto una discussione sul gruppo Facebook “Se sei di Cadelbosco Sopra”. Con toni più o meno polemici, viene sottolineato come si tratti dell’ennesimo passaggio di proprietà a degli imprenditori stranieri, e in questo contesto viene chiamata in causa anche l’amministrazione locale. Rea, secondo alcuni, di non aver tutelato l’imprenditoria locale.
Sul tema abbiamo interpellato il sindaco di Cadelbosco, Tania Tellini, che pone alcune precisazioni e offre qualche spunto sull’argomento commercio. «L’amministrazione comunale – afferma – non interviene in queste trattative tra privati. E, come spesso avviene, per qualcuno che vende c’è qualcun altro che compra. Per quanto ci riguarda, stiamo provvedendo a un rilancio del centro storico attraverso varie azioni: tra queste, dopo la riqualificazione della piazza, anche la realizzazione di due pedonali lungo le principali vie d’accesso alla piazza stessa, via Don Pellegrino d’Oglio e via Prampolini. Inoltre, stiamo lavorando per lanciare il brand del centro commerciale naturale, in collaborazione con l’associazione dei commercianti Vetrine del Fojonco. Insieme a tutte le associazioni del paese, invece, stiamo investendo nell’organizzazione di iniziative in centro».
Il sindaco torna poi sul tema del passaggio agli stranieri di alcune attività commerciali. “Credo – prosegue Tania Tellini – che tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, se vogliamo far vivere il centro del paese. In primis, impegniamoci a fare spesa a Cadelbosco e non altrove. Se gli italiani non ritengono di dover portare avanti la propria attività, sarà anche perché non hanno un sufficiente ritorno economico. La responsabilità di questa situazione è collettiva, a Cadelbosco c’è un’offerta commerciale che copre quasi tutti gli ambiti e merita di essere considerata. L’amministrazione, dal canto proprio, non può impedire questi passaggi di proprietà». (a.v.)
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