Parto in ambulanza «Tutto è avvenuto secondo protocollo»
Castelnovo Monti: l’Ausl dirama una nota sull’ultimo caso I candidati Pd, M5s e Forza Italia: «Chiusure da rivedere»
CASTELNOVO MONTI. Tutto è bene quel che finisce bene. Sono fortunatamente in piena forma mamma e bimbo protagonisti del parto in ambulanza sabato notte, mentre da Pieve Pelago la partoriente veniva trasportata all’ospedale di Sassuolo, visto che, come quelli di Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro, il punto nascite di Pavullo è ormai chiuso.
Mattia, questo il nome del neonato, è un bel bimbo di quasi 3,5 chilogrammi, ora accudito da mamma Monica e papà Daniele. I genitori hanno voluto «ringraziare di cuore tutti gli operatori sanitari che ci hanno assistito in queste ore. Quelli di Pavullo, prima di tutto, e quelli di Sassuolo che ci hanno accolto subito dopo il parto in ambulanza. La loro presenza ci ha fatto vivere con relativa tranquillità una situazione un po’ eccezionale».
Ma ovviamente le ripercussioni e i dibattiti a livello politico su questo evento sono accesissimi, di nuovo sulla scelta di chiudere i punti nascita dell’Appennino. Un’inevitabile ridda di commenti visto anche il periodo di campagna elettorale.
Sono intervenuti candidati di quasi tutti i partiti nei collegi modenesi. Ad esempio gli esponenti Pd Paolo Trande, Diego Capponi, Maria Cecilia Guerra, Alessandra Di Bartolomeo, Cinzia Cornia, Lorenzo Campana e Cesare Galantini, che hanno affermato: «È un’incontestabile evidenza scientifica che sotto i 500 parti è a rischio la qualità e la sicurezza delle procedure, ma si è proceduto alla chiusura dei punti nascita rimaneggiando la rete delle emergenze, fuori da un contesto di riorganizzazione generale, provinciale. Chiediamo che si avviino le procedure, proprio in vista delle elezioni amministrative del 2019, per la definizione del nuovo Pal e che nel frattempo si cessi ogni operazione di chiusura, apertura o profonda rimodulazione dei servizi della rete socio-sanitaria; venga accolta la istanza di riesame sulla chiusura del Punto nascite di Pavullo che va rivalutata nel contesto più ampio».
Michele Dell’Orco e Claudio Brandoli sono invece candidati del M5S: «Questa volta è finita bene. Appoggiamo l’istanza di riesame alla chiusura del punto nascite di Pavullo preparata dai Comitati di cittadini e che i Comuni dell’Appennino stanno adottando e inviando al Ministero».
Enrico Aimi, candidato di Forza Italia, commenta: «La chiusura dei punti nascita di Pavullo, Castelnuovo Monti e Borgo Val di Taro va azzerata. Questo ultimo episodio lo conferma. I Governi nazionale e regionale a guida Pd che hanno decretato la chiusura dei punti nascita della montagna di Modena, Reggio Emilia e Parma, hanno commesso un grave errore. Ciò che è successo in questi mesi lo conferma. Più disagi, più rischi, più insicurezza. Emergenze comuni in tutta la montagna. Non ci sarebbe nulla di male se il Ministro, ancora per poco, Lorenzin, lo ammettesse».
Su quanto avvenuto ha emesso anche una nota l’Ausl di Modena: «La giovane donna originaria di Pievepelago, giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Pavullo, all’1 circa del 18 febbraio, a 39 settimane di gravidanza, è stata assistita secondo protocolli che sono vigenti in tutti gli ospedali dell’Ausl di Modena nei quali non è presente un punto nascita, con alcune specificità che riguardano l’ospedale di Pavullo, in considerazione della sua collocazione orografica. In questa sede la valutazione viene eseguita non solo dal personale di pronto soccorso ma anche dall’ostetrica presente 24 ore su 24. Nell’ultimo caso, riscontrata la rottura delle membrane e una dilatazione di 8 cm, è stato disposto come da protocollo l’immediato trasferimento con mezzo infermieristico con medico anestesista e ostetrica a bordo. Durante il trasporto le condizioni vengono monitorate costantemente, consentendo qualora necessario, l’assistenza al parto, avvenuto in questo caso a 7-8 minuti dall’arrivo a Sassuolo. Si stima che ogni anno in provincia circa il 10% delle donne in travaglio attivo partorisca in casa, in auto o in ambulanza».
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