Rubano le bici per rivenderle su internet
L’ultimo episodio sotto l’Isolato San Rocco: un ladro inseguito dagli amici dello studente derubato, i carabinieri lo fermano
REGGIO EMILIA. Un inseguimento in bicicletta: davanti uno sconosciuto su una mountain bike verde fosforescente, dietro gli amici dello studente derubato, che non hanno avuto dubbi nel riconoscere modello e colore del velocipede. Un inseguimento tra le urla iniziato all’Isolato San Rocco e terminato in corso Cairoli, davanti alla caserma del comando carabinieri, dove il ladro di biciclette è finito dritto nelle braccia dei militari. Ad essere arrestato per furto aggravato un reggiano di 45 anni che, armato di tenaglie, aveva appena asportato il due ruote dalle rastrelliere della centralissima Galleria Cavour.
Solo qualche giorno fa, grazie a servizi mirati davanti agli istituti scolastici superiori, i militari del Nucleo radiomobile avevano fatto scattare le manette ai polsi di un 40enne reggiano che, dopo alcuni tentativi di furto all’istituto “Filippo Re” di via Nobili, era stato bloccato mentre portava a mano la bici rubata ad una studentessa nel polo scolastico di via Makallè.
Lunedì pomeriggio il copione si è ripetuto. Stavolta sono stati gli amici della vittima a notare il ladro transitare davanti a loro con quell’inconfondibile mountain bike appena asportata allo studente.
Individuato il responsabile, i ragazzini non hanno esitato a inforcare a loro volta le bici per tallonare il ladruncolo lungo le vie del centro. Il malvivente non ha fatto molta strada: colto di sorpresa, ha imboccato la via della caserma dei carabinieri che, sollecitati dalle urla degli inseguitori, hanno bloccato l’uomo.
Quest’ultimo aveva nascosto nella manica della giacca un paio di tenaglie, per troncare le catene delle bici. Le telecamere del sistema di videosorveglianza comunale, attive sotto i portici, hanno fatto il resto, immortalando l’azione del ladro con ancora la catena in mano. Il velocipede è stato recuperato e restituito al minorenne.
I carabinieri hanno pochi dubbi: l’aumento esponenziale dei furti di biciclette è da porre in stretta correlazione con le facili, e a basso rischio, compravendite online.
L’e-commerce di bici definite “usate” è una schermatura che consente di piazzare le due ruote di provenienza furtiva; tanto che accade sovente che i derubati riconoscano le loro biciclette sul web, con tanto di foto e prezzi stracciati. L’appello che l’Arma rivolge alle vittime è quello di denunciare sempre i furti e, al contempo, “aiutare” i militari nel monitoraggio dei siti internet. A chi compra online, il consiglio dell’Arma è di essere cauti: l’acquirente di una bici rubata può finire nei guai ed essere accusato del reato di ricettazione.
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