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Bini: riparliamo del futuro di Asp

Il presidente dell’Unione Appennino: «No alle chiusure ideologiche»

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CARPINETI. Dopo un dialogo fitto, che aveva coinvolto principalmente il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi, il coordinatore del Pd Appennino Guido Tirelli e i sindacati, anche il presidente dell’Unione Appennino Enrico Bini ha deciso di intervenire sull’intricata situazione dell’Asp Don Cavalletti.

«La situazione è sicuramente complessa – afferma Bini – e il futuro della struttura non è facile da decifrare. Da parte mia c'è la disponibilità a riaprire un tavolo di lavoro con le parti interessate, ma le basi di questa discussione dovrebbero essere chiare e avere come obiettivo la concreta sostenibilità della struttura». L'Azienda servizi alla persona, con sede a Poiago di Carpineti, è un tema che non riguarda esclusivamente Carpineti, e un intervento dell’Unione era stato sollecitato anche dai sindacati nei giorni scorsi. «Senza voler influire sulle priorità che, per il volume delle quote societarie, restano ovviamente in mano al Comune di Carpineti – prosegue Bini – mi sento di affermare che ci possono essere le condizioni per riaprire un tavolo di lavoro sul futuro dell’Asp, futuro che al momento ci pone grossi interrogativi: il disavanzo di gestione per quanto riguarda la parte pubblica dell'Azienda appare ormai strutturale; la manutenzione degli immobili è un tema non più rinviabile; ci sono incombenze legate a Irap e Inps in sospeso con la Regione che devono essere risolte. La ripresa del tavolo di lavoro può affrontare questi temi, purché nell'ambito di una discussione molto franca e dalle basi molto chiare: non si parta da posizioni ideologiche, e non si faccia di questo tema un argomento da campagna elettorale, visto che parliamo di una struttura, di un servizio importante e di aspetti occupazionali sicuramente rilevanti per il territorio». Conclude il presidente dell’Unione e sindaco di Castelnovo Monti: «Non credo nemmeno che si debba partire dall'idea che esista una soluzione che sia a prescindere giusta, o buona, e una sbagliata o cattiva. Alla base di ogni scelta di indirizzo dovranno essere posti i dati e numeri concreti che la gestione della parte pubblica dell'Asp ci presenta. E infine, ritengo che qualsiasi proposta o soluzione dovrebbe tenere conto della sostenibilità dell'Asp, oggi come nel futuro, della sua complessità e delle sue peculiarità. Nel caso in cui invece si discuta rimanendo su posizioni ideologiche, allora sarebbe una discussione senza sbocchi, inutile e anzi dannosa».

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