Gobetti, container da dismettere
Scandiano, sono inutili dopo l’inaugurazione dell’ampliamento della scuola
SCANDIANO. Dopo l’inaugurazione dell’ampliamento dell’istituto superiore Gobetti di Scandiano, avvenuta lo scorso 16 febbraio, i due container blu che ospitavano due classi della scuola saranno spostati e riportati al loro posto d’origine.
«Una volta terminati i lavori, infatti, i due container non serviranno più», fa sapere Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio e vicepresidente della Provincia con delega all’edilizia scolastica.
Nonostante le difficoltà burocratiche per la realizzazione dei lavori, i circa 1.300 studenti che frequentano oggi l’istituto, hanno ufficialmente le loro classi.L’ampliamento – intermente finanziato dal mutuo Bei (Banca europea per gli investimenti) – è costato 1,6 milioni di euro.
La Provincia di Reggio nello scorso 2015 quando ha stanziato i fondi necessari al progetto – che è stato il primo ad essere portato a compimento tra i tanti in cantiere – ha tenuto conto anche dei soldi dell’affitto delle “due scatole in metallo blu”. Visti dall’esterno, i due container, che per diverso tempo hanno ospitato a turno le classi del Gobetti, potrebbero sembrare attrezzature da cantiere, all’interno sono stati attrezzati per garantire lo standard di confort delle aule scolastiche.
Ora che finalmente si è tagliato il nastro ai nuovi spazi per i due vecchi container non c’è più spazio. L’ala della scuola interessata da lavori di ampliamento nel 2010 è pronta per ospitare sette aule, con oltre 200 studenti, e un nuovo laboratorio informatico.
La scuola superiore scandianese, l’unica del distretto ceramico, vede un costante aumento di iscritti ogni anno. Nel 2005, infatti, gli studenti che frequentavano il Gobetti erano circa 800; oggi se ne contano circa 1300, e l’aumento è frutto di importanti investimenti pubblici e di un constante processo di innovazione nei programmi formativi dell’istituto. In questo processo è evidente, però, che non ci sarà più spazio per i due container blu che torneranno, quindi, al loro posto d’origine.
Luca Giuseppe Murrone
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