Prima rapito e poi ritrovato addio al dobermann Devil
Cinque anni fa le ricerche e il sospetto dei combattimenti fra cani Ora l’addio. La proprietaria: «Ma almeno è stato ancora tanto con noi»
REGGIO EMILIA. Devil è volato sul ponte. Il bellissimo dobermann da un anno faceva i conti con una grave malattia, e alla fine si è dovuto arrendere. Ma dal cuore della sua padroncina Emma e di mamma Catia, però, sicuramente non se ne andrà mai il suo ricordo. E nemmeno la Fattoria si dimenticherà di lui.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.7361067:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2013/07/03/news/devil-e-tornato-a-casa-3-mesi-fa-venne-rubato-dal-giardino-di-casa-1.7361067]]
Era il 2013, quando anche noi lanciammo l’accorato appello per ritrovarlo. Devil, che aveva 5 anni, un giorno di marzo sparì dal giardino di casa. Volatilizzato, letteralmente. Non scappato, perché il cancello era chiuso. E perché la proprietaria aveva fatto di tutto per ritrovarlo: appelli, ricerche, denunce. Che era stato rubato lo si seppe con certezza a giugno, tre mesi dopo, quando finalmente dalla provincia di Vigevano arrivò la telefonata tanto attesa: quella di chi, con tanto di verifica del chip fatta, confermò a Catia di aver ritrovato Devil. “Presi l’auto e andai subito a prenderlo. Ma quando mi vide, non si girò neanche. Sembrava non riconoscermi” ricorda Catia. Il perché è venuto fuori subito dopo: i segni sul corpo raccontavano sicuramente di maltrattamenti. Cinque anni dopo, gli interrogativi di allora restano senza risposta. “E’ stato usato per i combattimenti? Quei buchi sulla schiena sembravano proprio dimostrarcelo. Di certo, non arrivò a fino là da solo: le zampe e i polpastrelli non avevano segni. E altrettanto certo, ci volle un po’ per farsi perdonare da Devil” va avanti la proprietaria. “Era come se fosse arrabbiato con noi perché era finito chissà dove e per essere stato trattato male”. La determinazione di Catia non si fermò nemmeno a quel punto perché si affidò a un comportamentista per riuscire a curare le ferite dell’animo di Devil. Il resto lo fece l’amore: quella della piccola Emma, di Catia e dell’altra cagnolina che nel frattempo la famiglia aveva adottato e che insegnò a Devil a fidarsi ancora dell’uomo. Ora, la triste notizia della morte di Devil. “Però, lo abbiamo avuto con noi altri 5 anni. Sarebbe stato peggio non trovarlo mai più. A chi perde un cane dico, non arrendetevi mai” ci dice Catia. Ciao Devil.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
