I candidati al vaglio delle associazioni fra tasse e burocrazia
Le richieste di Cna, Confcommercio, Confesercenti e Lapam al centro di un incontro in programma lunedì all’hotel Posta
REGGIO EMILIA . I rappresentanti delle organizzazioni provinciali delle piccole imprese presentano lunedì ai candidati reggiani le principali esigenze delle categorie che rappresentano, che costituiscono quasi il 90% delle unità produttive locali. L’incontro è in programma alle 16 nella sala del Capitano del Popolo dell’hotel Posta, in piazza del Monte. Ad ascoltarli Luigi Marattin (Pd), Mirko Tutino (Liberi e Uguali), Maria Edera Spadoni (5 Stelle) e Gianluca Vinci (Lega).
Ieri, accomunati sotto la sigla Rete Imprese Italia, i presidenti delle associazioni interessate hanno anticipato, nella sede della Camera di Commercio, le richieste che prospetteranno – «gentilmente arrabbiati» – a chi governerà il Paese nel futuro. Perché «piccolo è bello», ma è anche terribilmente gravoso da condurre in una selva di norme che spesso non tengono conto delle dimensioni di aziende che nella nostra provincia sono oltre 20.000 ed impegnano fra le 80 e le 100 mila persone.
Un patrimonio che va quindi protetto e che, contrariamente ad altri settori, malgrado i segnali di ripresa dell’economia, negli ultimi tempi registra un calo del numero di unità attive, sempre più difficili da gestire a causa delle complicazioni della burocrazia, del peso insopportabile del fisco, dell’assenza di adeguate protezioni da varie forme di abusivismo. Il fenomeno è avvertito in particolare nel settore commerciale dove si assiste intanto alla crescente diffusione degli scambi online.
A farsi portavoce delle richieste di artigiani e commercianti reggiani saranno i quattro presidenti presenti ieri: Dario Domenichini per Confesercenti, Donatella Prampolini per Confcommercio, Giorgio Lugli per Cna e Ivo Biagini per la Lapam-Confartigianato.
Dario Domenichini si diffonderà sulle difficoltà ad accedere al credito, perché non tutte le piccole aziende hanno sufficienti credenziali per trovare le risorse necessarie a crescere e stabilizzarsi. Affronterà poi il problema dei falsi e delle contraffazioni, delle iniziative (fiere, sagre, circoli) non regolamentate, delle contraffazioni di prodotti venduti tramite il web (l’abusivismo 4.0).
Della tassazione, che grava come un macigno, si occuperà Donatella Prampolini, perché l’onere è tale da costringere le piccole organizzazioni commerciali a lavorare senza utili sino a metà agosto: basti pensare alla Tari, triplicata in pochi anni, o all’Irap che facilita solo le grandi imprese. Occorre quindi riformare l’Irpef, evitare aumenti dell’Iva, fissare una tassazione unica sugli immobili, semplificare la contabilità, arrestare la concorrenza sleale.
Giorgio Lugli svilupperà poi i temi dell’innovazione e delle normative riguardanti gli appalti: specialmente i sorteggi, che penalizzano la qualità del servizio. Capitolo della burocrazia e della funzione dei corpi intermedi quello affidato infine a Ivo Biagini. Perché c’è il rischio di scollamento fra sistema produttivo e microimprese. La normativa e le tasse bruciano utili, le istituzioni pubbliche sono un fardello che pesa troppo e debbono evitare di complicare il rispetto delle regole, anche tramite la digitalizzazione, cessando la continua ripetizione nella richiesta dei dati stessi: la semplificazione amministrativa deve diventare una priorità del prossimo esecutivo.
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