Reggio Emilia: truffe agli anziani, 50enne in manette
L’uomo è stato arrestato in flagranza a Livorno ma nel suo “covo” reggiano sono stati trovati numerosi monili in oro
REGGIO EMILIA. Un italiano 50enne, originario di Napoli, è stato arrestato nel pomeriggio di mercoledì dai carabinieri del nucleo investigativo di Livorno e della compagnia di Villafranca di Verona in flagranza di reato, subito dopo aver commesso una truffa ai danni di una donna di 85 anni di Villafranca di Verona. Accertato che l’uomo disponeva di un domicilio anche nel Reggiano, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia hanno eseguito una perquisizione all’interno del “covo”, ritrovando e sequestrando numerosi altri monili in oro, presumibilmente provento di precedenti truffe.
Tornando ai fatti, è il pomeriggio di mercoledì quando l’uomo telefona alla vittima prescelta presentandosi come carabiniere e riferendole che il figlio era stato trattenuto in caserma perché aveva causato un incidente stradale e, poiché privo di assicurazione, per ritornare in libertà doveva pagare una cauzione di 8mila euro. Il sedicente carabiniere preannuncia inoltre che, poco dopo, un suo collega si sarebbe recato a casa della donna per ritirare la cifra richiesta. In effetti, poco dopo, lui stesso si presenta davanti a casa dell’anziana, qualificandosi come carabiniere. La donna, ansiosa e preoccupata per il figlio, si rammarica di avere con sé solo 450 euro. Il truffatore, tuttavia, la rassicura dicendole che avrebbe potuto consegnare anche l’oro che aveva in casa.
Preoccupata l’anziana consegna quindi all’uomo vari monili, del peso di 300 grammi (più o meno 9mila euro di valore). Ma ad aspettare il truffatore, davanti all’abitazione dell’anziana, ci sono i carabinieri del nucleo investigativo di Livorno e della locale compagnia. Salvatore Poli, appena uscito dall’abitazione dell’85enne, viene bloccato, identificato, perquisito e trovato in possesso del bottino sottratto all’anziana pensionata. La donna, accortasi dell’intervento dei carabinieri, racconta agli stessi quanto accaduto.
Ed ecco che le ricerche si trasferiscono a Reggio Emilia nel “covo” di Poli dove i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia eseguono una perquisizione sequestrando numerosi altri monili in oro, presumibilmente provento di precedenti truffe. I militari del nucleo investigativo di Livorno già da tempo erano sulle tracce di Salvatore Poli. Quest’ultimo, infatti, era stato identificato nel truffatore che il 13 ottobre scorso aveva ingannato una 80enne di Cecina, in provincia di Livorno. In quella circostanza l’uomo, sempre con il medesimo modus operandi, si era finto carabiniere e aveva ripetuto il solito copione riuscendo a farsi consegnare 4.500 euro e gioielli in oro per un valore di circa 30mila euro. L’anziana aveva però avuto la lucidità sufficiente per fornire ai carabinieri elementi utili all’identificazione del malvivente. Da qui le ricerche dei carabinieri fino all’arresto avvenuto mercoledì.
Salvatore Poli è ora alla Casa circondariale di Verona mentre i carabinieri di Livorno, Verona e Reggio Emilia proseguono le indagini per individuare ulteriori truffe perpetrate dall’arrestato.
La soddisfazione del colonnello Buda. Grande la soddisfazione dei carabinieri di Reggio Emilia – particolarmente attivi sul fronte “truffe agli anziani” con la campagna “Non aprite quella porta” – anche a seguito dell’episodio che si è verificato mercoledì pomeriggio in via Pasolini di Reggio Emilia, dove i carabinieri sono arrivati a seguito della richiesta di intervento pervenuta da un anziano che sospettava la presenza di un truffatore che aveva bussato a casa sua, sostenendo dover fare dei controlli al contatore dell’acqua.
I carabinieri, giunti sul posto, hanno rintraccato l’uomo appurando che in effetti era un regolare dipendente della società acqua, motivo per cui l’uomo aveva poi ripreso la sua attività, con l’anziano che veniva comunque ringraziato dai carabinieri per la segnalazione.
«Il fatto che si sia trattato di un falso allarme – afferma il colonnello Antonino Buda, comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia – è un’evidente prova di come l’attenta campagna informativa, portata avanti negli ultimi anni da parte dei carabinieri di Reggio Emilia, abbia portato i suoi frutti soprattutto in quelle fasce della popolazione più deboli e più colpite dall’ignobile fenomeno, che hanno elevato la soglia di attenzione garantendo quindi l’immediata attivazione del 112 anche in casi che poi di fatto non lo necessitavano».
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