Luminari a Reggio al corso in ricordo di Sergio Borghi
Oggi al Centro Malaguzzi si parlerà di ipoacusia infantile La giornata voluta dal figlio del compianto audiprotesista
REGGIO EMILIA. A distanza di un anno e mezzo dalla morte di Sergio Borghi, responsabile Amplifon di Reggio Emilia, persona attiva e conosciuta nel volontariato reggiano e non solo, tramite l’associazione Emergency e la Fondazione “Augusto per la vita”, si tiene oggi al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, un corso di formazione a lui intitolato e che nasce dalla volontà di ricordare il suo prezioso lavoro in 40 anni di attività, e, in particolare, il suo contributo nell’ambito dell’applicazione protesica pediatrica.
Al corso, che assegna 10 crediti formativi Ecm a diverse categorie di operatori del settore, partecipano decine di iscritti da tutta Italia: Roma, Jesi, Torino, Asti, Verona Treviso Padova Milano.
Sono presenti in qualità di relatori i più importanti esperti, di calibro nazionale e internazionale, nell’ambito della cura della sordità e dell’ipoacusia, in particolare in ambito pediatrico.
Partecipa anche, in virtù della grande amicizia che la legava a Borghi, Cecilia Strada, ex presidente dell’associazione Emergency, fondata dai suoi genitori Gino Strada e Teresa Sarti, e per la quale lo stimato audioprotesista, scomparso a 63 anni, è stato a Reggio un punto di riferimento. Il tema del corso sarà: “Riabilitazione dell’ipoacusia infantile: l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari nella riabilitazione dell’ipoacusia infantile”.
L’evento, che si svolge in un’unica giornata e richiama a Reggio pezzi da 90 del settore, come i medici Domenico Cuda, Rosamaria Santarelli e Pietro Scimemi, è stato ideato e voluto da Cristian Borghi, figlio del compianto Sergio, audioprotesista con master pediatrico e ora responsabile Amplifon di Reggio, nonché docente universitario della facoltà di Medicina e chirurgia di Parma, dove tiene due corsi in “Audioprotesi”. Saranno presentate anche alcune esperienze personali di pazienti e familiari.
La genesi dell’idea di questo corso e il perché della scelta di questo tema la spiega lo stesso Cristian Borghi: «L’idea è nata un anno fa. Un flash. Mi sono detto: proviamo a vedere se è realizzabile. Ne ho parlato con Nicoletta Mannari, responsabile di Amplifon, e c’è stato subito l’appoggio dell’azienda. Ho voluto coinvolgere grandi nomi a livello audiologico che fossero collegati a papà. Il corso è nato proprio per ricordare il suo costante impegno a livello nazionale e internazionale nei riguardi sia degli adulti sia dei bambini. Amplifon Reggio è stata una delle primissime filiali pediatriche. Io stesso ho seguito un master sul tema con il professor Edoardo Arslan (primario al Ca’ Foncelli di Treviso e luminare in campo audiologico scomparso nel 2013, ndr), la Santarelli e Scimemi».
Ed ecco svelato il perché di questo tema. «Mio padre ha sempre avuto un’attenzione particolare alla sordità nei bambini. Un aspetto sul quale peraltro in Italia si soffrono, purtroppo, ancora molte carenze».
Tra i relatori, la professoressa Rosamaria Santarelli, unica audiologa che ha pubblicato sull’antologia americana specializzata “Handbook of Clinical Audiology”. Nessun europeo era mai stato coinvolto. Con lei il professor Pietro Scimemi. Entrambi sono del dipartimento Neuroscienze Università di Padova. C’e il dottor Domenico Cuda, responsabile Audiovestibologia ospedale civile di Piacenza, che per anni ha operato all’ospedale di Reggio e che è un punto di riferimento nazionale per l’impianto cocleare: «Li ha portati lui a Reggio. Fino alla fine anni ’90 gli impianti cocleari da noi erano fantascienza. Sono diventati di routine grazie a lui», spiega Borghi.
Tra gli altri relatori, anche Elisabetta Genovese (Unimore) e Patrizia Formigoni (responsabile servizio foniatria Santa Maria Nuova) e Anna Barbot (Azienda ospedaliera università di Parma) che, per l’aspetto fonologico e logopedico, sono punti di riferimento nazionali.
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