«Non è una questione politica e la scuola nuova non costa di più»
CAVRIAGO. «È spiacevole constatare che l’amministrazione comunale abbia in tutti i modi contrastato il referendum che chiede una nuova scuola anziché la ristrutturazione di quella esistente. Si cerca...
CAVRIAGO. «È spiacevole constatare che l’amministrazione comunale abbia in tutti i modi contrastato il referendum che chiede una nuova scuola anziché la ristrutturazione di quella esistente. Si cerca di far passare tutto ciò come una scaramuccia politica tra Pd da una parte e M5S e “Cavriago città aperta” dall’altra. Non riesce a vedere che tanti elettori Pd hanno sottoscritto il referendum, perché non hanno alcun paraocchi politico e pensano che tutti i bambini abbiano il diritto ad ambienti di apprendimento adeguati».
Così interviene il Comitato di cittadini per il referendum per una nuova scuola. «Nessuna delle motivazioni a sostegno della ristrutturazione è di ordine pedagogico-didattico, ma sono solo considerazioni di ordine economico e urbanistico, peraltro confutabili – scrivono in una nota –. La nostra è una proposta di ampio respiro che prevede un polo scolastico per tutta la primaria con laboratori, mensa, palestra e parco scolastico ed una nuova scuola media; la loro è un’operazione che non risolve nessuno dei problemi riguardanti le scuole. Ad esempio, la ristrutturazione prevede 10 aule, ma il fabbisogno di classi a tempo normale è di 15. Continueremo ad avere classi sparse su due plessi distanti, con il De Amicis praticamente senza laboratori».
Il Comitato analizza il progetto di ristrutturazione della scuola Rodari. «Che prevede alcune aule non adatte per l’insegnamento. Un’aula ha due pilastri al centro ed altre quattro sono aule-galleria larghe meno di sei metri e lunghe più di dieci. Ha senso progettare una scuola che, già sulla carta, ha la metà delle aule che presentano delle criticità?». «Una scuola nuova costerebbe 3.872.000 euro; la ristrutturazione costa 3.300.000 euro, compresi 300.000 euro per il noleggio di un prefabbricato che ospiterà, per almeno due anni scolastici, 6 sezioni. Al minimo imprevisto, i costi tra le due scuole si avvicineranno di molto. Il sindaco rivendica che l’aver inserito la ristrutturazione del Rodari nel programma di legislatura lo vincola al rispetto del patto con gli elettori. Perché allora il sindaco ha istituito il Forum Scuola per verificare le due proposte? Il mandato popolare lo aveva già, ma forse qualche dubbio c’era», proseguono.
«Oggi la giunta boccia la proposta della nuova scuola facendone una questione di costi. Peccato che il costo iniziale relativo al primo progetto di ristrutturazione della Rodari (anno 2006) fosse di 1.500.000 euro e oggi siamo arrivati a 3.300.000 euro. Quando venne ristrutturato il Multisala Novecento, l’allora sindaco Ugo Ferrari propose di cambiare le cubature riguardanti la ristrutturazione ma decise di indire, per primo, un referendum per sentire il parere dei cittadini. Riguardo poi la ventilata perdita della fideiussione di 2.090.000, vincolata alla ristrutturazione del Rodari, il sindaco prima infila la testa in un sacco e poi si lamenta che respira a fatica. La destinazione delle dotazioni territoriali derivanti dal comparto urbanistico di Pratonera (e le relative fideiussioni) era già stata cambiata tre volte nel corso degli ultimi 10 anni; se si voleva, si poteva modificare ancora. Ha voluto mettere tutti davanti al fatto compiuto, ma non abbiamo la controprova della trasferibilità della fideiussione, visto che la destinazione sarebbe analoga: una scuola. I cittadini, i genitori, gli insegnanti voteranno in massa quindi sconsigliamo al sindaco di legare, come ha fatto qualcuno, l’esito del referendum alla propria riconferma nella carica attuale».
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