Petardi come assorbenti, spogliate le ultrà
Gli steward scoprono l’intimo nascondiglio e sequestrano gli ordigni. Due tifosi li avevano nel retto
REGGIO EMILIA. Nascondevano nelle parti intime, come se fossero degli assorbenti, un petardo a testa con l’intenzione di portarlo illegalmente all’interno del Mapei Stadium. È la bizzarra scoperta che hanno fatto alcuni degli steward impegnati a controllare i tifosi e le tifose tedesche giovedì, in occasione di Atalanta-Borussia Dortmund.
Ma le sorprese non sono finite qui. Anche due ultrà gialloneri, sottoposti alle medesime perquisizioni, si erano infilati nel retto un petardo artigianale cadauno. Tutto il materiale, sottratto ai teutonici in trasferta, è poi stato sequestrato e si è aggiunto agli altri artifizi pirotecnici tolti dalle mani – e non solo – dei tifosi.
Complessivamente gli steward hanno scovato un totale di cinque bombe carta, quattro petardi e tre fumogeni che alcuni facinorosi del Dortmund avevano intenzione di utilizzare all’interno dello stadio, e probabilmente lanciare contro i tifosi avversari. Non tutti, però, sono stati trovati dal personale di sicurezza e dalle forze dell’ordine. Qualche ordigno, il più delle volte fabbricato in casa, è riuscito a sfuggire ai controlli, come si è visto anche dai fuochi di artificio che sono stati sparati illegalmente dagli spalti a inizio match.
A farne le spese, però, è stato soprattutto un tifoso dell’Atalanta che, mentre era seduto in tribuna a godersi la partita, si è visto finire addosso un petardo tirato dalla curva dedicata al Borussia. L’oggetto, ancora in fiamme, fortunatamente lo ha preso solo di striscio ma gli ha comunque bruciato parte dei vestiti. Un episodio sul quale sta ora indagando la Digos per risalire, grazie alle numerose videoregistrazioni delle telecamere dello stadio, al colpevole.
Che, certamente, si vedrà piombare addosso una denuncia e un Daspo.
Gli oggetti più pericolosi, soprattutto le bombe carte fabbricate artigianalmente, sono però state sequestrate prima del match. Un successo reso possibile grazie all’enorme spiegamento di forze messo in campo dalla società Best Union, che si è occupata della gestione dei 420 steward impegnati nei controlli. Vista la pericolosità dell’evento, per la prima volta a Reggio Emilia le tifose e i tifosi più sospetti sono stati fatti denudare completamente, coperti da alcuni teli, e perquisiti. Ed è solo così che si sono scoperti i petardi nascosti nei luoghi più impensabili.
Leonardo Grilli
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