«Guardia ginecologica inutile non facendo più i cesarei»
CASTELNOVO MONTI. «La guardia ginecologica è stata sospesa contestualmente alla chiusura del Punto Nascita, in accordo con il personale ostetrico-ginecologico, in quanto inutile, non essendoci più la...
CASTELNOVO MONTI. «La guardia ginecologica è stata sospesa contestualmente alla chiusura del Punto Nascita, in accordo con il personale ostetrico-ginecologico, in quanto inutile, non essendoci più la necessità di fare parti cesarei in urgenza. Rimane una pronta disponibilità ginecologica che viene attivata ogniqualvolta un intervento fatto al mattino richieda la presenza/vicinanza del ginecologo. La guardia ostetrica è invece attiva sulle 24 ore».
Così replica la direzione sanitaria e di presidio ospedaliero dell’azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia replica alle polemiche degli ultimi giorni. «L’unica funzione cessata è quella del parto – va avanti la nota – Nei primi 8 mesi del 2017 il Punto Nascita aveva effettuato 50 parti, con una proiezione sull’anno inferiore ai 100, a fronte di un numero di parti di donne residenti nel distretto montano che supera le 200 unità. I 50, in proiezione 75 parti/anno corrispondono ad una occupazione media di mezzo posto letto al giorno. Nonostante la cessazione del Punto Nascita non sono stati ridotti né il numero dei posti letto, né gli organici ostetrici».
E aggiunge: «Non corrisponde al vero la chiusura del reparto e della funzione di ginecologia. Le degenze sono attive e non vi sono state riduzioni nell’attività di chirurgia ginecologica in quanto a sedute. Da febbraio è operativo un incremento dell’attività con sedute prolungate fino alle ore 16.30, per la chirurgia ginecologica maggiore».
«L’istruzione operativa sulle modalità organizzative delle attività ostetriche del Distretto di Castelnovo Monti, condivisa con il personale sanitario e nota alla Centrale Operativa del 118, prevede una serie di nuove attività e il potenziamento di quelle consultoriali già presenti – fa notare – le attività di supporto e sostegno alla gravidanza, il registro delle gravidanze che raccoglie, per le donne in gravidanza domiciliate nel Distretto montano seguite dal consultorio, il nome, l’indirizzo esatto e i numeri di telefono per consentire un intervento tempestivo da parte del 118 in caso di necessità, un numero telefonico dedicato a cui risponde un’ostetrica H24, i corsi di preparazione al parto, l’ambulatorio della gravidanza a termine, l’attività di puerperio a domicilio, la presa in carico precoce da parte del pediatra di libera scelta, oltre a tutti i dettagli organizzativi per la gestione delle donne con gravidanza a termine. La foresteria messa a disposizione con costi a carico dell’Azienda Usl a Reggio Emilia vicino all’ospedale Santa Maria Nuova è stata utilizzata da una coppia nei giorni scorsi». «Le 82 donne del distretto montano, prese in carico dai servizi, che hanno partorito dal 15 ottobre 2017 al 15 febbraio 2018, hanno scelto come sede del parto Reggio Emilia (58), Scandiano (12), Sassuolo (7), Montecchio (5) - va avanti la nota – Per quanto attiene l'ambito pediatrico l'attività di degenza ordinaria e ambulatoriale prosegue senza alcuna criticità grazie all'integrazione tra la pediatria del Sant’Anna e quella di Reggio». Ed elenca le implementazioni negli ultimi mesi.
«Non spetta a questa azienda entrare nell’agone politico ma come tecnici e gestori ribadiamo che non c'è alcun programma di depotenziamento del Sant’Anna. Abbiamo sentito da più parti affermare che è un ottimo ospedale, forse il più dotato tra quelli di area montana e come tale va difeso. Ne siamo convinti - afferma il direttore genarale Fausto Nicolini – anche noi e siamo in attesa che qualcuno ci indichi in Italia un ospedale con analoghe caratteristiche territoriali che disponga e offra gli stessi servizi e prestazioni, in particolare in ambito chirurgico dove l’offerta contempla ben 8 discipline. Vorremmo sommessamente far presente, senza alcuna intenzione di polemizzare, che se questo ospedale è così, se negli ultimi 15-20 anni è stato riqualificato in ambito architettonico, impiantistico e tecnologico con importanti investimenti e arricchito di funzioni specialistiche che non si trovano in altri ospedali di montagna, ebbene qualcuno queste cose le ha pensate, programmate e fatte». «Gli stessi - chiude - che proseguiranno con azioni concrete per l'ulteriore potenziamento previsto dal programma Sant’Anna Plus».
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