Il “palo” tradisce i complici Catturati rapinatori seriali
Vincenzo Ziccardi e Guglielmo Drammis ritenuti autori di due rapine con pistola
REGGIO EMILIA. Entravano in due, con il cappuccio della felpa calato sul viso, pistola alla mano: in un caso hanno strattonato una cassiera, nell’altro un tabaccaio ha gettato contro una calcolatrice. A distanza di poco più di un anno, la polizia ha incastrato due soggetti ritenuti rapinatori seriali di supermercati e tabaccherie.
A finire agli arresti, con l’accusa di rapina a mano armata in concorso pluriaggravata (l’aggravante consiste nell’aver agito in più persone, travisati e armati), sono Vincenzo Ziccardi, 39 anni, di originari napoletane e Guglielmo Drammis, 35 anni, nato a Crotone. Nei loro confronti, sulla base di una certosina indagine condotta dalla Squadra Mobile, il pm Isabella Chiesi ha chiesto e ottenuto dal Gip Luca Ramponi una ordinanza di custodia cautelare, eseguita venerdì scorso.
LE RAPINE. I fatti contestati attribuiti con certezza sono due. La prima rapina è stata consumata alla “Nuova tabaccheria edicola di Masone” di via Bacone 53/A, il 23 dicembre 2016. La seconda al discount Ecu di via dell’Aeronautica 22, a Reggio, il 2 gennaio 2017. Raid con la medesima tecnica: due individui, armati di pistola, hanno fatto irruzione, puntando l’arma si sono fatti consegnare (o si sono serviti da soli) il contenuto della cassa per poi darsi alla fuga a piedi. Un’azione fulminea: in entrambi i casi il blitz è durato meno di un minuto.
LE INDAGINI. Nel caso della rapina al supermercato, però, gli investigatori hanno notato allontanarsi dal luogo del colpo una vettura con un’ammaccatura, guidata con tutta probabilità dal complice che attendeva i due con il motore acceso. L’analisi del modello e del colore dell’auto, una Reanult Mégane grigia, ha consentito di circoscrivere la cerchia ai pregiudicati possessori di questo tipo di macchina residenti in provincia; lo screening è stato esteso anche ai soggetti fermati con pregiudicati per rapina e gravitanti in ambiti criminali.
Una enorme mole di dati, vivisezionata dalla Sezione Antirapina della Squadra Mobile che è riuscita a risalire al proprietario dell’auto: un giovane, residente nella Bassa, controllato per strada in più occasioni con soggetti con precedenti specifici. Dal conducente i poliziotti sono quindi risaliti alle sue frequentazioni e hanno ricostruito il probabile gruppo di banditi: in particolare, è emerso il rapporto tra il giovane e Drammis. Sono scattate una serie di perquisizioni a carico dei sospettati, ritenuti gli autori della rapina all’Ecu. Ma il giovane conducente, in un primo tempo, è sfuggito ai controlli perché assente dall’abitazione. Quando gli inquirenti sono riusciti a rintracciare il giovane, con alle spalle problemi di droga, ha deciso di collaborare: ha ammesso di aver fatto da “palo” e ha “cantato”, incastrando i complici pure per l’episodio della rapina a Masone. Una collaborazione che ha consentito al “palo” di cavarsela soltanto con una denuncia a piede libero per il medesimo reato.
I BANDITI. Drammis e Ziccardi, raggiunti da un nuovo ordine di cattura, erano già detenuti per altra causa: il primo in carcere a Parma, il secondo alla Pulce a Reggio.
Si tratta di vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Drammis è stato condannato in via definitiva a due anni e 800 euro di multa per la rapina consumata nell’ottobre 2017 alla panetteria “Pane Più” di via Papa Giovanni, mentre a giugno del 2015 in viale Risorgimento era stato arrestato dai carabinieri con 11 grammi di eroina.
Vincenzo Ziccardi, invece, è conosciuto alle cronache fin dal 2004 per svariati reati, tra i quali una rapina al Todi’s di via Adua nel 2009.
NON FINISCE QUI. Che il trio possa aver compiuto altri colpi in provincia è un’ipotesi altamente probabile. Perciò la questura ha diffuso porzioni delle riprese video, nella speranza che i soggetti possano essere riconosciuti da altre vittime.
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