L’Ente Parchi replica al Wwf «Vi tirare fuori? Caduta di stile»
RUBIERA. «Per un’associazione del blasone del Wwf dichiarare di non voler partecipare e nemmeno essere invitata agli incontri che stiamo facendo con tutte le associazioni economiche e ambientaliste...
RUBIERA. «Per un’associazione del blasone del Wwf dichiarare di non voler partecipare e nemmeno essere invitata agli incontri che stiamo facendo con tutte le associazioni economiche e ambientaliste territorialmente interessate alla costituzione del Paesaggio Protetto del fiume Secchia, mi pare, francamente, una clamorosa caduta di stile».
Così Giovanni Battista Pasini, Presidente dell’Ente Parchi Emilia Centrale, replica al Wwf che sta duramente contestato la rinuncia alla costituzione del Parco del Secchia e la scelta invece di “accontentarsi” dell’istituzione di un “Paesaggio Protetto”, dunque con meno vincoli di tutela.
«Non so se questo atteggiamento sia da attribuire alla supponenza, tipica di chi ritiene di detenere in esclusiva la “verità” sull’ambiente, o all’incapacità di sostenere un confronto di merito con l’Ente Parchi Emilia Centrale che sta lavorando da anni per dare al sistema ambientale del fiume Secchia un istituto di tutela e di valorizzazione – va avanti Pasini – Un istituto che, nelle intenzioni dell’Ente che rappresento, ottenga l’approvazione di tutti i Comuni interessati, che riscontri la più ampia condivisione dei portatori d’interesse del territorio e che sia infine condiviso e recepito dalla Regione Emilia-Romagna».
«Queste, che piacciano o no, sono le condizioni affinché si possa approdare ad uno strumento di tutela e di valorizzazione ambientale inseguito da oltre vent’anni, senza essere mai arrivati ad alcuna conclusione. Un percorso irto di difficoltà, peraltro, ben noto al presidente dell’Università Verde Giuseppe Neroni, il quale è stato per diversi anni presidente dell’ex-Consorzio del Secchia» va avanti la nota.
«Tengo a precisare che si è arrivati alla scelta di istituire il Paesaggio Naturale Seminaturale Protetto dopo che la proposta iniziale di istituzione di un Parco, dalla quale eravamo partiti, non ha trovato la condivisione di tutti i 14 Comuni interessati ed abbiamo riscontrato la contrarietà della maggior parte degli stakeholder coinvolti. La stessa Regione Emilia-Romagna ha concretamente valutato che, di fronte ad un clima di così marcata ostilità, non c’erano le condizioni per approvare la legge istitutiva di un Parco - evidenzia - Insistere su quella proposta avrebbe significato non arrivare ad alcuna soluzione e precludersi ogni forma organizzata di tutela e valorizzazione ambientale del territorio. I presidenti firmatari della lettera e l’ex presidente del Wwf Gioacchino Pedrazzoli con le dichiarazioni rilasciate alla stampa, preferivano questo epilogo? Forse per continuare ad alimentare un pretesto per fare una sterile polemica? È questo il modo per manifestare coraggio politico?». «Certo, il Paesaggio Naturale Seminaturale Protetto che stiamo realizzando non ha la caratura ambientale di un Parco, non impone vincoli “ope legis” ma consente ampie possibilità di autogoverno con regole e modalità di gestione che saranno approvate contestualmente alla sua istituzione. A differenza del Parco che necessiterebbe di un provvedimento legislativo regionale, questo istituto sarà approvato direttamente dall’Ente Parchi - aggiunge - Sull’area di cui si sta parlando vi sono già numerosi vincoli di natura ambientale relativi alla sicurezza idraulica e all’uso del suolo e le Province di Modena e Reggio Emilia, con i rispettivi PTCP e PAI, da tempo hanno pianificato e programmato l’uso di quel territorio. Quindi non vi sono altri vincoli da porre, vi è l’esigenza di gestire quelli esistenti». «Le associazioni che abbiamo incontrato hanno apprezzato questa scelta. Dispiace che il Wwf non voglia partecipare a questo percorso, chiamandosi fuori in modo pregiudiziale e preferendo continuare a rivendicare l’istituzione di un Parco di cui si parla dal 1989 senza approdare ad alcun risultato. Dispiace, ma se le porte del dialogo sono da parte Vostra precluse, ce ne faremo una ragione» conclude.
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