«Modello della lotta all’amianto»
Lettera del presidente dello sportello nazionale al sindaco Cavallaro
RUBIERA. «Penso che sia una delle cose di cui Rubiera debba andare orgogliosa». È questo il commento del sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, dopo l’onorificenza che il Comune ha avuto dal presidente dello sportello amianto nazionale Fabrizio Protti. «Rubiera – continua Cavallaro – non sarà ricordata solo come un luogo dove si trovava uno stabilimento che produceva coperture in amianto, ma dovrà essere il nome di un “metodo” per farlo sparire». Domani mattina alle 9.30, il sindaco, accompagnato da un tecnico comunale, sarà al Senato ad illustrare il metodo rubiera, il cosiddetto Ciar (Catasto immobili amianto rubiera) in modo da diventare, ufficialmente, città modello della lotta all’amianto. Proprio a Rubiera, infatti, vi era una delle filiali italiane dell’Eternit, la multinazionale svizzera che realizzava infissi utilizzando materiale in amianto. È ancora vivo il dolore che tantissime famiglie, anche di Rubiera, hanno provato a causa dell’esposizione alle ceneri e della presenza di questo pericoloso materiale sul territorio. Negli anni della sua amministrazione, il sindaco Cavallaro, ha battuto i pugni per contrastare il fenomeno, tanto da creare, con l’aiuto dei tecnici comunali, il catasto che serve a censire la presenza di amianto sul territorio. Al modello Rubiera, nei giorni scorsi, sono arrivati i complimenti del presidente dello sportello amianto nazionale che in una lettera indirizzata a Cavallaro ha affermato: «Con lei nasce il comitato dei sindaci virtuosi dello sportello amianto nazionale e sarei lusingato di prendere ad esempio il modello Rubiera e di promuoverlo su tutto il territorio nazionale». (l.g.m.)
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