Polvere da sparo sui vestiti dell’indagato
La svolta dagli accertamenti eseguiti dal Ris dei carabinieri sugli indumenti sequestrati a casa di Giampaolo Dall’Oglio
REGGIOLO. Tracce di polvere da sparo sugli indumenti sequestri a casa di Giampaolo Dall’Oglio.
È l’importante svolta nelle indagini per l’omicidio di Francesco Citro, il giovane padre di famiglia freddato a colpi di pistola nella sua casa di Villanova di Reggiolo lo scorso 23 novembre. Un delitto per il quale a essere indagato è l’ex guardia giurata di origine mantovana.
L’esito delle analisi di microscopia elettronica compiute in incidente probatorio dal Ris dei carabinieri di Parma avrebbe per gli inquirenti un peso importante. La sera del delitto, infatti, Dall’Oglio non era uscito dal proprio appartamento per soccorrere la vittima. Inoltre, alcuni dei vestiti sequestrati sarebbero stati anche lavati prima del sequestro, avvenuto circa una settimana dopo l’omicidio, ma presentano comunque ancora tracce di polvere da sparo.
Ancora non è stata trovata l’arma del delitto. Nei giorni scorsi i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Valentina Salvi titolare dell’inchiesta, hanno proseguito le ricerche della pistola.
Dall’Oglio, dal canto suo, mentre pesano come macigni le accuse di omicidio aggravato, detenzione illegale d’arma e incendio della vettura della moglie della vittima, si è sempre dichiarato innocente.
A portare i carabinieri a Dall’Oglio, nei giorni di concitate indagini subito dopo l’omicidio, era stata la moglie dell’uomo. «Francesco mi ha aperto la porta e mi è venuto incontro e io gli ho sparato sulle scale». Questa la frase che il mantovano avrebbe pronunciato alla moglie subito dopo aver ucciso il vicino Francesco Citro, 31enne. È quanto ricostruito dalla procura di Reggio davanti al gip Giovanni Ghini, pochi giorni dopo il delitto aveva disposto la custodia in carcere per Dall’Oglio, accusato dell’omicidio dell’autotrasportatore originario del Crotonese ucciso a colpi di pistola.
Quella sera Dall’Oglio aveva mangiato poco e bevuto poco, aveva raccontato la moglie. Ed era uscito di casa tre volte, l’ultima per uccidere. Questo aveva ricostruito la moglie dell’uomo agli inquirenti, ricostruendo i momenti precedenti all’incendio dell’auto di Citro, atto che ha preceduto di tre ore l’efferato delitto a colpi di pistola.
Per gli investigatori la moglie resta la testimone-chiave ma uno dei riscontri che era atteso era proprio quello relativo agli accertamenti del Ris. Resta da ritrovare l’arma del delitto.
Secondo quanto raccontato la donna, dopo l’incendio dell’auto della moglie di Citro, Dall’Oglio avrebbe pronuncia una frase inquietante: «Non sono soddisfatto». Quindi sarebbe uscito per commettere il delitto. La donna aveva raccontato tutto agli inquirenti una settimana dopo.
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