Tre cartoline per non dimenticare
Timbrate da Istoreco, oltre settanta copie sono già state spedite dai ragazzi
CRACOVIA. Cartoline che partono da un posto speciale, il luogo del coraggio più alto e del cuore nero dello sterminio. Per ricordare a tutti gli studenti – così come ai parenti e agli amici che li aspettano a Reggio e dintorni – le figure dei Giusti fra le nazioni, il Viaggio della Memoria ha preparato delle cartoline a tema, disponibili gratuitamente negli uffici dello staff, gli stessi in cui i ragazzi si trovano per scrivere gli aggiornamenti per i lettori di Gazzetta. Le tre cartoline riportano i ritratti in bianco nero di celebri Giusti fra le nazioni. La prima è un bello scatto del 1942 del farmacista di Cracovia Tadeusz Pankiewicz assieme alle colleghe Helena Krywaniuk, Aurelia Danel-Czortowa e Irena Drozdzikowska. Si trovano negli spazi della farmacia al confine col ghetto, fondamentale punto di collegamento e di informazione con i resistenti ebrei. La seconda è una ben nota immagine di Emilie e Oskar Schindler, coniugi tedeschi che grazie alla fabbrica gestita a Cracovia permisero ad oltre mille bimbi di sopravvivere alle epurazioni naziste. La terza è una foto fors’anche più famosa, ritrae Gino Bartali a Parigi, in sella alla sua bici mentre compie il giro d’onore al Parco dei Principi dopo aver vinto il Tour de France del 1948. Lo stesso Bartali che fra il 1943 e il 1944 girava per le campagne toscane con documenti falsi nascosti nel telaio della bicicletta, carte preziose che la rete Delasem (Delegazione per l'assistenza degli emigranti ebrei), diventata clandestina, sfruttò per far scappare all’estero tante persone braccate da spie fasciste e militari nazisti.
Le tre cartoline, accompagnate da tre timbri realizzati appositamente da Istoreco per chi volesse abbinare le due cose, sono state già usate parecchio dagli studenti del primo turno di viaggio. Oltre 70 cartoline sono state spedite e inviate a casa, a scuola, ad amici e parenti, come ricordo dell’esperienza, ed altre decine di immagini sono state prese per “uso proprio”, da conservare come un peculiare souvenir di viaggio. Per gli adolescenti reggiani è stato anche un modo per conoscere un mondo per certi versi ormai lontanissimo, quello della posta e delle spedizioni cartacee. Per molte ragazzi e molti ragazzi le cartoline, così come le lettere, sono un oggetto semi-sconosciuto. Affiancati dai docenti, hanno dovuto compilarle cercando di richiamare anche dati per loro alieni, come il famigerato “cap”, il codice di avviamento postale. Momenti di dialogo sulla scia dei Giusti. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
