Il centro danza inizia la seconda vita
Reggiolo: taglio del nastro ieri alla struttura firmata dall’architetto Mario Cucinella. Sono 150 i ragazzi iscritti
REGGIOLO. Taglio del nastro ieri mattina, in via di Gavello, della nuova scuola di danza progettato dall’architetto Mario Cucinella. La cerimonia del taglio del nastro ha riunito cittadini, i giovanissimi ballerini della scuola di danza con i loro genitori e parenti, i rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali e del Trust nuova polis onlus che ha reso possibile la realizzazione dell’opera. Subito dopo il sisma il Trust, composto da sindacati, Confindustria e Assoservizi, è riuscito a raccogliere 7.765.672,40 euro tra i lavoratori per donare cinque edifici in cinque Comuni terremotati all’interno del cratere, tra cui anche Reggiolo.
L’inaugurazione del centro che si è trasformata in una festa per la comunità reggiolese. Il sindaco Roberto Angeli, nel suo intervento, ha evidenziato l’importante contributo del Trust: «Un impegno da tenere nel cuore. Mi ricordo i pianti di quei ragazzi, subito dopo il sisma del 2012, davanti alla demolizione dell’ex “32” che ospitava la loro scuola di danza». La parola è poi passata a Piero Gnudi, il garante del Trust che ha voluto sottolineare come l’impegno di solidarietà si sia tradotto in un intervento dall’alto profilo estetico.
Il presidente di Unindustria Reggio Emilia Mauro Severi, in rappresentanza degli imprenditori, ha spiegato quanto il mondo dell’impresa sia soddisfatto di questo risultato, soprattutto perché capace di portare qualità, anche nel campo educativo. Poi l’intervento del segretario generale della Camera del Lavoro di Reggio Emilia Guido Mora come rappresentante dei lavoratori. «Diverse centinaia di migliaia di lavoratori – ha detto – hanno deciso che era necessario reagire al sisma e dare il loro contributo. Le realtà che si sono riunite nel trust si sono anche scontrate, ma non certo su queste cose, sulle opportunità per costruire il futuro».
L’architetto Cucinella ha spiegato come un atto di solidarietà sia stato trasformato in «un atto di bellezza, che ha generato anche lavoro, perché sei giovani hanno lavorato con noi a questo progetto». Il presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi, che a Reggiolo è stato padrino di numerosi battesimi legati alla ricostruzione post sisma ha aggiunto: «Ogni volta che vengo a Reggiolo – ha ricordato – c’è un’inaugurazione, segno di come la comunità si è riabilitata dopo il terremoto».
E prima della benedizione di don Francesco Avanzi e del taglio del nastro con tanto di brindisi inaugurale, il testimone è passato al presidente della Regione e commissario alla ricostruzione Stefano Bonaccini che ha fatto il punto su quanto è stato fatto dal sisma del 2012 ad oggi. Poi tutti a vedere lo spettacolo degli allievi di tutte le età. Gli iscritti sono circa 150. La direttrice Elena Vicari dopo una breve presentazione, si è esibita insieme agli allievi che hanno danzato sulle note dell’inno nazionale, di musiche moderne fino alla break dance. Spettacolo che ha commosso il sindaco Angeli.
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