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L’ombra dei vandali sul nuovo bike sharing

L’ombra dei vandali sul nuovo bike sharing

Si attendono le 1000 bici “Mobike”, ma un altro colosso cinese abbandona l’Italia: «Il 60% è fuori uso»

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REGGIO EMILIA. Entro l’estate a Reggio Emilia arriveranno mille nuove bici cinesi, targate Mobike. Il colosso cinese del bike sharing, infatti, si appresta a sbarcare anche nella città del Tricolore per portare le sue innovative e tecnologiche bici rosse.

Ma, prima ancora che il progetto parta, si avvicinano le prime ombre e arrivano proprio dal fronte asiatico. Gobee Bike infatti, una società cinese “collega” di Mobike, ha deciso di lasciare definitivamente l’Italia e tutta l’Europa. E tutto, a quanto pare, per colpa dell’inciviltà e dei vandali. Centinaia di biciclette distrutte, danneggiate o rubate, un danno economico troppo grande.

Ad annunciare l’interruzione delle attività è stata la stessa società di Hong Kong, con una mail inviata a tutti gli iscritti alla propria app: «Con tristezza annunciamo alla nostra comunità di utenti la fine del servizio – spiegano – nelle ultime settimane i danni alla nostra flotta hanno raggiunto limiti che non possiamo più contenere con le nostre risorse. A dicembre e gennaio le nostre biciclette sono diventate il bersaglio di sistematici atti di vandalismo, trasformandosi così in oggetti da distruggere per puro divertimento. Mediamente, il 60% della nostra flotta europea ha subìto danneggiamenti, vandalismi o è stato oggetto di fenomeni di privatizzazione. Per questo non è rimasto altro che chiudere il servizio a livello nazionale e continentale».

L’avventura europea e italiana del big del noleggio bici 2.0 è durata solo pochi mesi. L’iniziale successo delle ruote verdi in Francia e Belgio aveva spinto ad ampliarsi anche in Italia. A novembre il servizio era stato lanciato a Torino, il mese dopo a Roma e Firenze. E ora, per colpa dei vandali, è tutto finito.

Certo, la Gobee non è la Mobike che invece, a Milano e Firenze dove ha già attivato il servizio, sta riscuotendo un buon successo. Ma visti i precedenti del bike sharing a Reggio Emilia, il dubbio viene.

Che non si verifichino anche qui gli stessi problemi? Tutti abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini, viste e riviste nel corso degli anni, delle bici comunali distrutte, arrugginite, depredate, abbandonate. Con le rastrelliere che venivano addirittura sommerse dalle bancarelle dei mercatini. Perché, tanto, il servizio non lo utilizzava più nessuno.

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