Gazzetta di Reggio

Reggio

Vigile punito dal Comune di Reggio Emilia ora chiede 100mila euro

di Ambra Prati
Vigile punito dal Comune di Reggio Emilia ora chiede 100mila euro

Il 50enne nel 2014 sferrò un calcio ad una persona in manette al comando Archiviata l’indagine penale, l’agente trasferito vuole il risarcimento danni

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Ha dato un calcio a una persona in manette nella stanza “pre-fermo” del comando di via Brigata Reggio e, per quell’episodio, un agente 50enne della Polizia municipale è stato indagato, sottoposto a provvedimento disciplinare e trasferito in un altro ufficio per incompatibilità ambientale. Archiviata la vicenda penale con un’assoluzione e conclusa la controversia davanti al giudice del lavoro con una sentenza che dà in parte ragione all’agente, ora quest’ultimo ha trascinato in una causa civile l’amministrazione comunale di Reggio, chiedendo tutti i danni (patrimoniali e non) per una cifra superiore ai 100mila euro: gli sviluppi sono attesi a breve.

LA VICENDA. È il 9 giugno 2014 quando la polizia municipale interviene nel parcheggio dell’arcispedale Santa Maria Nuova, dove era stata segnalata la presenza di un individuo che recava disturbo – e forse tentava di rubare il portafoglio – ad una coppia di anziani. Giunti sul posto, gli agenti faticano parecchio a calmare il soggetto:quest’ultimo prima inveisce contro di loro, poi urla in faccia alla pensionata (tanto che un agente si mette in mezzo), sputa contro il 50enne in divisa, lo strattona più volte prendendolo per le braccia. Una volta sull’auto di servizio della Municipale l’uomo sferra una gomitata al seno dell’agente a fianco e continua a provocare. Arrivati nel garage del comando, il fermato – secondo i testimoni ubriaco – apre la portiera e butta giù un agente tentando di scappare: ne nasce una colluttazione, finché l’uomo viene ammanettato. Dalla centrale operativa un collega vede sul video delle telecamere interne una persona a terra ammanettata: lo riferisce al comandante dell’epoca, Antonio Russo, che arriva nella stanza proprio quando l’agente 50enne ha appena sferrato un calcio al fermato (sette giorni di prognosi). Il comandante furioso allontana l’agente a forza.

LA BATTAGLIA LEGALE. Da quell’episodio è scattato, oltre all’immediato trasferimento temporaneo dell’agente al quale è stato un lavoro d’ufficio, la segnalazione in Procura e un rapporto disciplinare al dirigente comunale: due iter diversi.

L’imputazione penale – le ipotesi di reato erano sequestro di persona e lesioni personali – è stata archiviata, su richiesta dello stesso pm Giacomo Forte, a causa della «grave mancanza del comandante nel non acquisire una fondamentale fonte di prova, vale a dire la registrazione del sistema di videosorveglianza del garage».

Da notare che l’agente non ha mai negato di aver assestato quel calcio d’impeto, ma le testimonianze dei suoi colleghi hanno evidenziato come «la gravità del fatto va ridimensionata» – il calcio è stato definito «lieve» – e come «il comandante, entrato in quel momento nella stanza, non abbia avuto un’esatta percezione della vicenda complessiva».

È rimasto in piedi l’altro iter, quello della causa di lavoro, riguardante due aspetti: la sanzione di sospensione dallo stipendio per 6 mesi e il trasferimento per incompatibilità ambientale. Il giudice del lavoro, con sentenza n. 214 del 2017, ha accolto la domanda del ricorrente della riduzione della sanzione disciplinare da 6 mesi a 3 mesi, con il Comune condannato al pagamento delle 3 mensilità non corrispose e al pagamento delle spese processuali. Sul trasferimento per incompatibilità ambientale il giudice del lavoro ha stabilito che era legittimo solo “medio tempore”, cioè solo in quel preciso frangente storico e temporale, scrivendo nero su bianco che il dipendente «ha diritto ad essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto». Non è di competenza del giudice del lavoro decidere su questo punto, ma in base a queste motivazioni ora è scattato il ricorso al Tar, visto che nel frattempo il Comune a distanza di tre anni e mezzo, il 27 dicembre 2017, ha emesso il provvedimento definitivo di trasferimento, impugnato dall’agente e dal suo avvocato difensore Roberto Ianne del Foro di Pesaro. E sempre sulla base di queste motivazioni mercoledì scorso si è aperta una seconda causa civile, che potrebbe dare luogo ad un lauto risarcimento danni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google