Fermo ai Tir revocato ma scoppia la polemica
La prefettura di Reggio prima chiude la corsia sud dell’A1 poi fa dietrofront Le associazioni di categoria: «Perdite incalcolabili, ora risarcimento danni»
REGGIO EMILIA. Stop ai mezzi pesanti sopra le 7,5 tonnellate: il divieto, scattato in A1 nella sola corsia sud in molte province dell’Emilia-Romagna nonché in tutte le strade provinciali e statali reggiane, è durato poco. Poco più di 12 ore, dalle 22 di domenica a mezzogiorno di ieri, quando il divieto è stato revocato dopo un summit in prefettura. Dodici ore che sono bastate per far insorgere le associazioni dell’autotrasporto e far scoppiare la polemica sul provvedimento a macchia di leopardo – la corsia nord dell’A1 è sempre stata percorribile, così come l’Autobrennero –, che ha colto di sorpresa aziende e trasporti. Tanto che le associazioni, inferocite, parlano di «centinai di migliaia di euro di danni» e minacciano «una richiesta di risarcimento danni».
La Prefettura di Reggio Emilia aveva disposto il divieto straordinario, per i mezzi pesanti al di sopra delle 7,5 tonnellate, per «una questione di ordinamento di sistema». Cosa significa, lo chiarisce il comandante della polizia stradale di Reggio Emilia Ettore Guidone: «Il meteo prevedeva nel fine settimana abbondanti nevicate e ghiaccio verso la dorsale adriatica. Per proteggere il Centro Italia da una massiccia quantità di Tir che si sarebbe riversata sull’autostrada, le province della regione si sono coordinate e hanno deciso di chiudere l’A1 in direzione sud da Piacenza a Forlì. Lo stop sulla viabilità ordinaria è scattato di conseguenza, per evitare l’ingorgo. Un provvedimento temporaneo e in divenire».
Difatti ieri, «alla luce della comunicazione di Viabilità Italia, pervenuta alle 9.45» che parlava di «un progressivo miglioramento delle condizioni meteo sul Lazio e poi sulle altre Regioni» e sole fino a giovedì 1, la Prefettura ha convocato alle 11 il Comitato Operativo Viabilità, formato da Provincia, carabinieri, guardia di finanza, polizia stradale, vigili del fuoco, Società Autostrade, Anas, polizia municipale. Le forze dell’ordine hanno dato un parere positivo: nessun problema sulle strade, tra l’altro baciate dal sole. Il risultato è stata la revoca delle ordinanze emesse dal prefetto Maria Forte.
Ma secondo le associazioni di categoria la frittata era già fatta. «Non si comprende perché, in prossimità di maltempo e neve, si scelga come soluzione quella di bloccare i Tir – afferma Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Lapam Trasporti –. Sono state bloccate le partenze di veicoli carichi di prodotti finiti e venduti diretti al nord Italia, dove le previsioni non erano negative. Come conseguenza abbiamo aziende che senza materia prima stanno sospendendo la produzione». Pensassero piuttosto, prosegue Genedani, alle buche in A1, che «stanno complicando non poco la viabilità e non possono essere giustificate dal maltempo».
Ancor più dura la posizione di Cna-Fita Reggio Emilia. «Il fermo dei Tir sta arrecando danni alle imprese di trasporto per centinaia di migliaia di euro. Come ogni anno, ci troviamo a dover fare i conti con decisioni che non tengono in considerazione i danni economici alle imprese – incalza il numero uno Sante Zambelli –. Va bene la prudenza, ma bisogna ricordare che i nostri mezzi sono attrezzati a viaggiare anche con la neve. È inaccettabile avere uomini e mezzi fermi con una giornata di sole come quella odierna. A questo punto l’autotrasporto ha il diritto al risarcimento danni come avviene per altri settori, ad esempio per l’agricoltura, in caso di danni per maltempo e calamità naturali».
Cna-Fita Reggio Emilia ha «intenzione di chiedere un incontro con il prefetto per un confronto sulla gestione delle situazioni di maltempo nell’interesse della nostra categoria».
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