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La rappresaglia uccise 3 partigiani

FABBRICO. Tutto ebbe inizio il 26 febbraio 1945 quando, verso le 15.30, una decina di fascisti della “Brigata Nera” di Novellara entravano a Fabbrico e fermavano i passanti facendosi mostrare i...

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FABBRICO. Tutto ebbe inizio il 26 febbraio 1945 quando, verso le 15.30, una decina di fascisti della “Brigata Nera” di Novellara entravano a Fabbrico e fermavano i passanti facendosi mostrare i documenti e chiedendo loro minacciosamente dove erano i partigiani. «Sulla via del ritorno, il camioncino su cui costoro viaggiavano venne attaccato da una squadra di partigiani - si legge sul sito dell’Anpi di Reggio Emilia - Durante la sparatoria che subito si accese, venne intercettata una motocicletta di porta-ordini tedeschi. Morirono nello scontro 2 tedeschi e 5 fascisti, mentre l’automezzo venne distrutto e la moto recuperata dai partigiani assieme a un mitragliatore cinque moschetti». Il giorno seguente ci fu la rappresaglia. «Un forte contingente fascista scendeva nuovamente in Fabbrico. I militari fermarono gran parte della popolazione. Vennero appartati 22 uomini mentre gli altri furono messi in libertà. Gli ostaggi vennero messi al muro e costretti a rimanere varie ore sotto la minaccia delle armi. Alcuni collaboratori dei partigiani portavano la notizia ai comandi delle formazioni che si trovavano nelle campagne. Decisero immediatamente di portarsi alla periferia di Fabbrico; intanto provvidero a chiedere a mezzo staffette l’intervento di vari distaccamenti dei Comuni vicini. Verso le 14 i fascisti con gli ostaggi, uscirono dal paese avviandosi sul luogo dello scontro del giorno precedente. Qui doveva avvenire la fucilazione. Se non, che a poca distanza, stavano ad attenderli circa 150 uomini appostati in armi». La sparatoria durò a lungo, e tanti furono i morti. «Gli ostaggi, approfittando della confusione, poterono mettersi in salvo. A morire furono i partigiani Leo Morellini, Piero Foroni, Luigi Bosatelli e Genesio Corgini Genesio, uno degli ostaggi. Secondo una relazione del tempo, morirono anche una trentina di fascisti. Per quei fatti, il gonfalone del Comune di Fabbrico il 27 febbraio del 1954 veniva ufficialmente decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare».

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