Lombroso: «Macché gelo di portata storica»
Il responsabile dell’Osservatorio di Unimore smentisce Giuliacci: «Mi astengo dal sensazionalismo»
IREGGIO EMILIA. Il gelo di questi giorni è sicuramente anomalo, ma non eccezionale e non tale da smentire la diagnosi del riscaldamento globale che gli scienziati hanno da tempo formulato per il nostro pianeta. È il parere di Luca Lombroso, responsabile dell'Osservatorio geofisico dell'università di Modena e Reggio.
Andrea Giuliacci, responsabile di Epson Meteo, ha detto che ci troviamo di fronte a una delle più intense ondate di gelo degli ultimi decenni, di portata storica. Lei è d'accordo?
«Per ora non si sono verificati eventi estremi da definire storici. Il freddo non è estremo e di neve ne è caduta pochissima in pianura. Nulla di paragonabile alle nevicate verificatesi in passato in questo periodo, nel 2015 e nel 2012 in febbraio e nel 2010 il 10 marzo, per non parlare di quelle del 28 febbraio e primo marzo 2004 e del 12 marzo 2006».
Eppure da diversi giorni si parla con insistenza dell'eccezionalità del gelo causato dal Burian, il vento gelido che spira dalla Russia.
«Io mi occupo professionalmente di meteorologia, prestando anche consulenza per l'aeroporto di Bologna. Mi astengo dal sensazionalismo. Lo stesso termine Burian è da evitare. È il nome usato in Russia per il vento di nord o nord-est, che in Italia si chiama tramontana o bora».
Resta il fatto che in questi giorni la temperatura è sensibilmente inferiore alla media. Come si concilia questo fenomeno con il riscaldamento globale che sarebbe in atto?
«E' vero che nell'Europa centro orientale attualmente fa molto più freddo del solito. Tuttavia in questo stesso periodo piove alle isole Svalbard e fa molto più caldo del normale fra il Nord-est degli Stati Uniti e la Groenlandia. La discesa di aria fredda sul nostro continente fa risalire verso il Polo correnti più calde. Il gelo che si verifica qui è una parentesi meteorologica in un quadro squilibrato. Sono due facce della stessa medaglia. Ora le temperature misurate nell'intero pianeta sono, nell'insieme, superiori di circa un grado alle medie registrate in passato».
Che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?
«Confermo che è prevista per giovedì una consistente nevicata che imbiancherà anche la pianura e potrebbe dare luogo a un po' di gelicidio nella fase terminale. In ogni caso essa segnerà la fine di questo periodo più freddo». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
