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Polemica e delusione dopo il Consiglio sul Sant’Anna

Polemica e delusione dopo il Consiglio sul Sant’Anna

CASTELNOVO MONTI. Lascia strascichi polemici il consiglio comunale di venerdì scorso con il respingimento degli ordini del giorno dei comitati Salviamo le Cicogne e Di.Na.Mo sul punto nascite dell'os...

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CASTELNOVO MONTI. Lascia strascichi polemici il consiglio comunale di venerdì scorso con il respingimento degli ordini del giorno dei comitati Salviamo le Cicogne e Di.Na.Mo sul punto nascite dell'ospedale Sant'Anna e l'approvazione, invece, di un documento approvato con il voto favorevole del gruppo di maggioranza e del gruppo di minoranza Progetto per Castelnovo. Sull'approvazione afferma il capogruppo di Progetto per Castelnovo, Daniele Valentini: «L’ordine del giorno approvato è stato un documento scaturito a seguito di una trattativa inizialmente voluta e instaurata da tutte e tre le forze politiche presenti in consiglio, cui successivamente il M5S si è sottratto. Dimostrazione di tale collaborazione risiede nel fatto che un ordine del giorno, con testo pressoché identico a quello approvato, era stato presentato dal nostro gruppo ed è stato ritirato in Consiglio onde evitare inutili doppioni. Il testo finale approvato in Consiglio con voti favorevoli di tutti i consiglieri presenti, ad eccezione del consigliere Attolini, unico rappresentante M5S, la quale si è astenuta non votando contrario, è stato il frutto di un percorso, proposto dal nostro gruppo consiliare e immediatamente accettato dalla maggioranza, svoltosi in modo paritetico e condiviso da entrambe le forze politiche».

Una risposta a distanza arriva dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Genitoni, impossibilitato a partecipare alla seduta di venerdì scorso: «Quello che dice Valentini è falso: non ci siamo assolutamente sottratti dopo aver collaborato alla stesura del documento approvato. Se ha le prove per dimostrarlo, le mostri. Sono loro ad aver assunto posizioni contraddittorie sugli ordini dei comitati».

Il comitato Salviamo le Cicogne ha espresso delusione per l'esito della discussione in Consiglio: «Per noi la richiesta di riesame sarebbe doverosa per tutti i motivi oggettivi ed orografici ben specificati nella nostra istanza presentata alle istituzioni locali e in Provincia due mesi fa. «Sono trascorsi due mesi e solo ora si è discussa e sono state registrate perplessità relativamente a questa richiesta di riesame che parrebbe inutile perché sicuramente respinta e darebbe illusioni ai cittadini. Noi rimaniamo dell'avviso che anche a costo di vedercela respingere andrebbe presentata, perché per noi tutte le strade vanno percorse, quindi anche questa. D'altro canto, come abbiamo sempre detto e ribadito, bisogna lavorare anche sul parametro dei numeri a livello più ampio e generale per le zone disagiate e montane». Il documento approvato infatti punta a chiedere una ridiscussione del parametro minimo di 500 parti l'anno per il mantenimento dei punti nascita nelle zone decentrate.

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