Battaglia di Fabbrico, salta la contromanifestazione di destra
Grazie alla mediazione del questore, non ci sarà l’altro presidio. Tadolini: «Si vota, non volevamo essere strumentalizzati»
FABBRICO. Nessuna contromanifestazione alle celebrazioni dell’anniversario della Battaglia di Fabbrico. Quest’anno il corteo ufficiale organizzato dal Comune e dall’Anpi - che partirà oggi da via Roma alle 10.15 - sarà la sola manifestazione della giornata. Niente, stando alle comunicazioni ufficiali, contropresidio di chi ogni anno nello stesso luogo e momento, e non senza polemiche, ricorda gli altri caduti, quelli della Rsi.
A testimoniare un importante lavoro di mediazione è il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone. «Quando un mese fa mi hanno spiegato che ogni anno in concomitanza della manifestazione ufficiale si svolgeva contestualmente questa contromanifestazione da parte di schieramenti opposti, avevo espresso forti perplessità, perplessità accresciute in questo periodo in cui in tutta Italia abbiamo visto un crescendo di fibrillazione - spiega - La vicenda è stata affrontata due volte in sede di comitato sicurezza in prefettura, e ho iniziato personalmente e con la Digos un’attività di mediazione. E ci tengo a dire che ho trovato grande collaborazione da parte di tutti gli attori, da una parte e dall’altra. Hanno compreso che i tempi sono quelli che sono e la contromanifestazione, per senso di responsabilità, hanno deciso di rinviarla».
Dunque, la giornata come sempre sarà presidiata dalle forze dell’ordine - polizia di Stato e carabinieri - ma con garanzie alla vigilia che le due parti non si incontreranno sulla strada della commemorazione. «Sì, ho comunicazione ufficiale che ci sarà soltanto la manifestazione ufficiale» conferma il questore.
E parla di «senso di responsabilità», ma soprattutto della volontà di evitare strumentalizzazioni Luca Tadolini, uno degli organizzatori della contromanifestazione - attraverso l’Unione Combattenti Rsi e l’associazione famiglie e dispersi della Rsi - nel confermare che quest’anno il loro presidio non ci sarà.
«Abbiamo rinviato tutto a dopo le elezioni - spiega - Non volevamo ci fossero strumentalizzazioni di carattere elettorale, né da una parte né dall’altra. Chiaramente, non cambiano la storia, quella rimane la stessa. Ma abbiamo pensato che non volevamo strumentalizzazioni visto quello che sta accadendo tutti i giorni. Il nostro è un gesto di buon senso».
Ma aggiunge: «Tutto si è sempre svolto in un clima di estrema serenità, di reciproca civiltà. Non è mai successo niente. Ma quest’anno ci sono le elezioni, a cinque giorni dalla manifestazione, e si parla tanto di fascismo e antifascismo e non vogliamo che venga strumentalizzato un fatto di guerra così duro per motivi elettorali, né a destra né a sinistra».
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