Il cadavere del Duce e la foto della Meloni Polemica su De Lucia
Bagarre politica sul fotomontaggio postato dal consigliere Facebook gli chiude il profilo, ma lui: «Non devo scusarmi»
REGGIO EMILIA. A pochi giorni dalle elezioni politiche, ieri è stata bagarre social fra il Partito Democratico e Fratelli d’Italia. A far scattare la scintilla, rilanciata a livello nazionale dalla stessa leader di FdI, è stato il consigliere comunale del Pd Dario De Lucia, che ha postato su Facebook un’immagine che ha suscitato le proteste di Giorgia Meloni.
Nel post, successivamente rimosso da Facebook ma del quale girano sui social numerosi screenshot, De Lucia ha pubblicato un fotomontaggio con piazzale Loreto, il cadavere di Benito Mussolini appeso a testa in già e la faccia della Meloni. «Intervallo con Fratelli d’Italia», era la didascalia.
«Vorrei sapere da Matteo Renzi – ha poi replicato in un post la Meloni, rivolgendosi al segretario del partito – cosa pensa di questa uscita del suo consigliere comunale Pd di Reggio Emilia».
Dopo qualche minuto la pubblicazione della notizia sulla pagina Facebook della Gazzetta di Reggio, fra i commenti è arrivata anche la risposta del consigliere De Lucia, scritta tramite la sua pagina pubblica e non dal suo profilo privato che, dopo le segnalazioni di alcuni utenti, è stato chiuso per un mese.
«Dopo che Giorgia Meloni, candidata premier per un partito fascista e lei si dichiara tale, rideva di oppositori sono circolati meme che la riprendevano nelle più disparate situazioni – scrive il consigliere – chiaramente la Meloni è contraria all’uccisione del dittatore Benito Mussolini e l’effetto ironico e comico è di vederla associata a questa immagine perché sì dichiara fascista. I fascisti sono nemici politici, loro usano le mani io il più pacifico sorriso. Non ho timore e non devo scusarmi di nulla. Un abbraccio».
Il consigliere del Pd ha poi rilanciato, tramite una “lettera aperta a Giorgia”, pubblicata con le stesse modalità fra i commenti della Gazzetta.
«Le strade vanno tenute pulite – scrive ancora De Lucia – per questo in Comune a Reggio Emilia approveremo una mozione dove sale civiche e spazi pubblici comunali saranno rilasciati solo ad associazioni che rispettano la Costituzione repubblicana antifascista. Negli ultimi anni l’eversione nera in Italia è aumentata con maggiori crimini ai danni di giornalisti, associazioni umanitari e avversari politici. Sono sempre di più i gruppi e partiti di matrice neofascista che sui territori perseguono violenza scientificamente».
Come i consigli comunali di Bologna e Milano, conclude, «non concederemo spazi, patrocini, contribuiti di qualunque natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti, concederemo gli spazi solo dopo aver firmato un controllo e una dichiarazione di antifascismo».
Leonardo Grilli
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