Gazzetta di Reggio

Reggio

i discorsi 

Terzi porta il saluto del Diavolo «Troppe le braccia tese in Italia»

Terzi porta il saluto del Diavolo «Troppe le braccia tese in Italia»

FABBRICO. In piazza Roma, tutti gli interventi dei relatori sono stati improntati sulla difesa dei valori democratici per i quali la strada maestra resta la Costituzione. Il sindaco Maurizio Terzi,...

2 MINUTI DI LETTURA





FABBRICO. In piazza Roma, tutti gli interventi dei relatori sono stati improntati sulla difesa dei valori democratici per i quali la strada maestra resta la Costituzione. Il sindaco Maurizio Terzi, nel suo intervento ha portato anche i saluti di Germano Nicolini, il partigiano “Diavolo”.

«I fatti e gli accadimenti di questi ultimi mesi ci devono far riflettere e ci devono coinvolgere in una presa di posizione netta e dovremmo essere ancora più impegnati per raccontare le storie e le vicende della Resistenza. Sono troppi gli episodi che preoccupano. Sono troppi gli atti di manifesta vicinanza e di mancata condanna verso ciò che noi tutti condanniamo. Noi oggi, qui a Fabbrico, condanniamo quegli episodi ed è di questa opinione anche Germano Nicolini – ha detto – il quale mi ha detto che sono troppe le braccia alzate tese mostrate in Italia. Sono veramente troppe. Combattere il fascismo significa oggi ripudiare e rigettare i principi che durante il periodo oscuro della dittatura vennero quasi divinizzati. Non possiamo permetterci che i social network continuino ad essere balconi mediatici dove ci si affaccia solo per incitare, offendere e distruggere. Abbandoniamo il lessico povero e superficiale approfondendo argomenti e idee».

Il presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi, nel suo intervento ha ribadito il valore di chi ha combattuto e ha sacrificato la sua vita stando dalla parte giusta. «Sono tre gli anniversari significativi: la fine della Prima Guerra Mondiale, la prima grande carneficina che ha caratterizzato il secolo scorso, le leggi razziali del 1938 e i 70 anni della Costituzione italiana, che vanno attualizzati e resi vivi in un momento particolare come quello che stiamo attraversando come l'episodio di Macerata e dove qualcuno riprova, in avvicinamento alle elezioni, a far riaffiorare rigurgiti di un pensiero fascista dinnanzi al quale dobbiamo tenere lo stesso posizionamento che tennero i partigiani – ha sottolineato – C’è un tema di posizionamento culturale di pensiero antifascista che oggi deve segnare indistintamente il fronte democratico italiano».

Infine l'intervento di Carla Nespolo presidente Anpi: «La Costituzione è stata scritta in 10 mesi grazie all'esperienza della Resistenza. È il nostro vanto nazionale. Quando si sente dire “io sono nazionalista perché sono di destra”. No. La nazione siamo noi antifascisti, sono i partigiani. Sono convinta che quei giovani che oggi si proclamano fascisti non sanno neanche di cosa stanno parlando. Non conoscono la storia. I revisionisti ci chiedono pietà perché ci sono stati morti da una parte e dall'altra. Dovremmo dunque tirare una riga? La pietà per i morti è giusta e umana ma la pietà e le ragioni per cui sono morti non chiedetecela!». (m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google