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DA SOLO COL CERINO IN MANO

C’è una considerazione nella lettera di Casoli che non deve passare inosservata. L’ex presidente Unieco afferma che sta “già scontando una condanna mediatica da tre anni”. È un discorso per voce sola....

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C’è una considerazione nella lettera di Casoli che non deve passare inosservata. L’ex presidente Unieco afferma che sta “già scontando una condanna mediatica da tre anni”.

È un discorso per voce sola. Casoli sino ad oggi ha offerto la sua versione alla stampa in due tempi: come gli è parso e quando gli è parso; il 14 aprile 2017 con un video in auto-predicazione di 22 minuti; e ieri con la lettera che pubblichiamo.

Il nostro, perciò, non può essere un processo perché non l’abbiamo sentito, anzi, con noi non ha voluto parlare. Ne consegue che Casoli non ha fiducia nella stampa e, scorrendo le sue valutazioni, nemmeno in chi indaga e nell’autorità giudiziaria.

Fa riflettere la rimostranza di Casoli di essere rimasto col cerino in mano: “Coglione chi si deve difendere pur essendo estraneo a tutto”. Pare una forma di nervosismo, il quale non s’associa col suo finale sversato in politica: “Lavoro, Giustizia, Cooperazione”. Una cosa alla volta, Casoli. Prima la Giustizia. st.sc.



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