Eternit, assoluzione per l’ex ad
Rubiera: Cottafava morì di mesotelioma. Impossibile stabilire quando si ammalò
RUBIERA. Assolto perché il fatto non sussiste. Dopo quasi tre anni di un tormentato processo, fatto di perizie e controperizie, si è conclusa con una assoluzione piena il procedimento per omicidio colposo a carico dell’ingegnere Luigi Giannitrapani, ex amministratore delegato della ditta Eternit di Rubiera negli anni dal 1980 al 1983.
Giannitrapani, oggi 84enne, era finito alla sbarra per il delicato caso del 77enne Dorando Cottafava, defunto per mesotelioma peritoneale, dopo aver lavorato per ventuno anni alla Eternit. Una delle tante vittime dell’amianto nel Comune ceramico; un tema molto sentito a Rubiera, tanto che nelle udienze precedenti aveva presenziato anche il sindaco, Emanuele Cavallaro.
Secondo l’accusa l’operaio era morto per i veleni respirati nella fabbrica Eternit, ex Icar, tristemente famosa. I pubbilici ministeri Stefania Pigozzi e Giulia Stignani avevano già chiesto una condanna a due anni di reclusione.
Ma a determinare l’esito del procedimento sono state le controverse fasi peritali. Il giudice Andrea Rat aveva disposto una prima perizia, che però non aveva fornito risposte soddisfacenti sulla diagnosi e sul rapporto causa-effetto. Per avere punti fermi, il giudice aveva incaricato un secondo consulente tecnico d’ufficio, il dottor Stefano Montanari della Nanodiagnostic di Modena, sentito nella precedente udienza. Montanari aveva stabilito che non esiste nessun nesso di causalità temporale tra la malattia di Cottafava e l’esposizione nell’ambiente di lavoro: non si poteva dichiarare che il periodo di soli tre anni in cui Giannitrapani era stato amministratore delegato della società fosse stato determinante nell’insorgere della malattia. Il mesotelioma peritoneale ha uno sviluppo molto lento e stabilire quale sia il momento dell’induzione della malattia tumorale è impossibile. Una consulenza che di fatto ha rinforzato le tesi dei periti della difesa, i professori Enrico Pira e Gaetano Cecchetti.
«Tra l’altro è stato accertato che nel periodo della gestione Giannitrapani erano state apportate numerose migliorie per quanto riguardava la tutela della salute dei dipendenti, come avevano testimoniato i tecnici dell’Ausl di Scandiano – commentano gli avvocati difensori Nicoletta ed Andrea Garaventa del Foro di Genova – Siamo soddisfatti, la nostra tesi è stata accolta in pieno e riteniamo che il giudice abbia compiuto tutti gli approfondimenti necessari».
Ambra Prati
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