Gazzetta di Reggio

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Il team del Soccorso alpino raddoppia gli interventi

Ventasso: 53 i soccorsi l’anno scorso da parte della stazione “Monte Cusna” Nel 2018 già svariate operazioni e l’adesione al progetto “Sicuri in montagna” 

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VENTASSO. Quello del soccorso alpino è un mondo che richiede tanto coraggio e tanta passione per la montagna, ma anche una continua attenzione e allenamento, soprattutto in un inverno caratterizzato da abbondanti precipitazioni come quello in corso. I recenti casi di cronaca lo testimoniano: dalla tragica scomparsa dei due alpinisti lecchesi alla valanga che si è staccata nel territorio modenese nei pressi del Cimone. Ora la zona sciistica è in sicurezza grazie all’intervento tempestivo dei soccorritori.

«Una volta lanciato l’allarme siamo dovuti intervenire – spiega Luca Pezzi, responsabile della stazione Monte Cusna del Saer (Soccorso Alpino Emilia Romagna) –. Fortunatamente nessuno è rimasto intrappolato. L’allerta valanghe rimane comunque alta», .

Dall’inizio dell’anno sono già stati sette i recuperi, gli ultimi due in territorio parmense. Non pochi, se si considera che negli ultimi dieci anni sono stati circa 90 gli interventi in periodo invernale, con una decina di decessi, di cui quattro in valanga. In particolare, nello scorso anno solare la stazione Monte Cusna ha registrato 53 interventi, raddoppiando quelli del 2016, arrivando quasi a quota 500 a livello regionale. È quindi necessario sviluppare una cultura della sicurezza, ma ancor prima della consapevolezza “dell’andare in montagna”. Questo non può che essere un tema caro al Saer, che ha così aderito al progetto “Sicuri in montagna”, iniziativa nazionale promossa da oltre un decennio dal Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e dal club Alpino italiano.

Proprio per sensibilizzare gli amanti della montagna sul tema sicurezza, di recente alla stazione Monte Cusna si è svolta la giornata “Sicuri sulla neve”, condotta da esperti del settore. La numerosa partecipazione è stata testimonianza dell’importanza dell’argomento.

«Tutte le istituzioni preposte devono fare uno sforzo in questo senso e, informando gli escursionisti, prevenire i pericoli», commenta Pezzi. E chiosa: «Purtroppo va sempre più diffondendosi la falsa idea che qualcun altro debba garantirci la sicurezza, soprattutto nelle difficoltà, ma non è così: bisogna imparare ad autogarantirsi». L’iniziativa sulla sicurezza coinvolge anche e soprattutto gli stessi alpinisti.

Nel programma c’è stata anche un’esercitazione alle pendici del monte Cusna, con simulazione di ricerca in valanga e recupero. Coinvolti 35 tecnici e 5 unità cinofile. Il prossimo appuntamento è martedì 20 marzo, alle 21, al cinema Rosebud a Reggio Emilia.

Durante la serata, organizzata dal soccorso alpino in collaborazione col Cai, sarà proiettato il film “Senza possibilità di errore”, realizzato dallo stesso Soccorso Alpino. Il lungometraggio è stato premiato al Trento Film Festival 2017.

Matteo Castagnoli



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