Coop sociali, via libera all’accordo integrativo
Vertenza iniziata il 28 settembre dopo la disdetta di Confcooperative e Legacoop Il nuovo contratto interessa 5mila lavoratori e si estende anche agli interinali
REGGIO EMILIA. Sottoscritto l’accordo integrativo provinciale delle cooperative sociali che interessa oltre 5mila lavoratori nei settori socio-sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo. L’accordo, firmato il 28 febbraio scorso e che prevede il valore massimo dell’Ert (elemento retributivo territoriale) pari a 500 euro annui per i lavoratori di livelli C1, viene salutato con soddisfazione, anche se con motivazioni diverse, da parte dei sindacati e delle due centrali cooperative. Con l’accordo si chiude una vertenza aperta dal 28 settembre scorso dopo la disdetta del contratto in essere da parte di Confcooperative e Legacoop.
I sindacati di categoria Fp-Cgil, Fp e Fisascat Cisl e Uil-Fpl sottolineano in particolare che «il contratto ha validità dal 1° gennaio 2018 e si estende anche ai lavoratori interinali impiegati nei diversi settori. Inoltre il nuovo contratto definisce la mensilizzazione, stabilisce la polizza kasco e il rimborso chilometrico in caso che il lavoratore utilizzi il proprio mezzo per ragioni di servizio. Infine nell’integrativo provinciale vengono esplicitati gli obblighi delle aziende relativamente alla comunicazione del cambio di appalto e il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali per garantire l’applicazione delle norme in caso di cambio di appalto». Da ultimo i sindacati sottolineano come «la parte economica si riconfermi la più alta in tutta la regione e come siano previste norme di salvaguardia per le cooperative in situazione di difficoltà economica e finanziaria». Questi ultimi due punti erano anche quelli alla base della disdetta da parte delle due centrali cooperative, che a loro volta «nel ritenere quello sottoscritto un ottimo accordo» rimarcano come «la scelta di disdire il vecchio contratto non sia stato un atto ostile, in quanto in nuovo accordo ha migliorato diversi aspetti normativi». Nel merito del nuovo contratto sono le stesse centrali cooperative a sottolineare che il valore dell’elemento retributivo territoriale (massimo 500 euro annui, ndr) non ha riscontro in nessun’altra provincia». Da ultimo Confcooperative e Legacoop concludono che «la cooperazione sociale ha fatto la propria parte» e auspicano che «tutti gli interlocutori siano consapevoli del ruolo che questo settore ha nelle politiche del welfare e si impegnino per un mercato trasparente e per garantire la qualità del servizio e del lavoro, abbandonando la politica del massimo ribasso». Il riferimento è al fatto che le pubbliche amministrazioni tengano conto di questo aspetto nell’affidamento del servizi socio-sanitari.
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