«Il cane folgorato dai cavi danneggiati»
Accertamenti in corso, colpiti anche i padroni che hanno tentato di rianimare Becky: «Per noi è una grave perdita»
REGGIO EMILIA. «Abbiamo cercato di rianimarla ma è morta davanti ai nostri occhi. Per noi è un grande dolore». Sono le poche parole, interrotte dalla commozione, pronunciate al citofono della loro casa in zona Mirabello dalla coppia che giovedì sera dopo le 19 ha visto stramazzare a terra il loro cane Becky. Un cagnone simil labrador di 30 chili, morta folgorata dopo aver calpestato un tombino in via Papa Giovanni. Un fatto ora all’attenzione anche della procura che riceverà un’informativa per decidere il da farsi.
La coppia ha deciso di chiudersi nel proprio dolore per la perdita del cane, consci peraltro di essere scampati al grave pericolo di rimanere folgorati a loro volta, e sul quale stanno effettuando accertamenti anche i tecnici del Comune - proprietario del tombino - e di Gesta, società che gestisce il servizio elettrico.
Nel tentativo di rianimare il loro cane, marito e moglie - lui sovrintendente della polizia stradale di Reggio - hanno preso a loro volta la scossa. La corsa dal veterinario è stata inutile e Becky è morta davanti ai loro occhi. A distanza di un giorno il tombino che dista pochi metri dopo lo sbocco da via del Partigiano in via Papa Giovanni è ancora transennato. «Si è anche accertato che nello stesso pozzetto erano presenti dei cavi elettrici visibilmente danneggiati, che probabilmente sono entrati in contatto accidentale con il coperchio di chiusura del pozzetto, provocando l'incidente» è la comunicazione ufficiale rilasciata ieri dal Comune di Reggio, che ha fatto compiere un sopralluogo, eseguito da tecnici della Gesta, ditta affidataria del servizio di gestione della pubblica illuminazione, insieme ai tecnici del comune. «Si è potuto verificare - viene riportato nella nota del Comune - che nel pozzetto di via Papa Giovanni XXIII, dove si è verificato l’incidente giovedì sera, i dispositivi di sicurezza dell’impianto (differenziale e “messa a terra”), previsti per altro dalle norme, risultano regolarmente funzionanti. Il problema, quindi, sono dei cavi danneggiati che hanno fatto contatto con il coperchio in ghisa del pozzetto, calpestato con le zampe dal cane rimasto folgorato. «È stata richiesta una relazione tecnica formale per comprendere a pieno le cause dell’accaduto» conclude l’amministrazione comunale.
Giovedì sera, una volta scattato l’allarme per la scossa elettrica emessa dal tombino killer, la strada è stata chiusa con il nastro e bloccata per più di un’ora dalle pattuglie di polizia e municipale per un tratto di circa 200 metri. Erano infatti le 19 circa quando la coppia è scesa in strada per fare il solito giro con il proprio adorato cane, raggiungendo via Papa Giovanni, dove il cane è morto folgorato non appena ha messo le zampe su un tombino a terra. Una morte improvvisa che ha scosso nel profondo i padroni del cane.
Sul luogo dell’incidente che ha dell’incredibile si sono recati i vigili del fuoco, la polizia municipale e le volanti della questura. Poco meno di un’ora di stop che ha avuto effetti sulla circolazione stradale ma ritenuto necessario per capire i motivi di quella morte. Tempo necessario per poter cercare di individuare l’origine del contatto elettrico da parte di Gesta, che dovrà spiegare a sua volta le cause di quel danneggiamento dei cavi: se questo sia dovuto alla mancata manutenzione oppure alla normale usura. Certo è che i cavi scoperti hanno portato alla morte del grosso animale, episodio per il quale non è esclusa la denuncia.
Enrico Lorenzo Tidona
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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