In cella il pusher della Reggio bene
Kosovaro arrestato di nuovo per cocaina. Denunciato un secondo spacciatore
REGGIO EMILIA. Altri due spacciatori di cocaina sono finiti nella rete della polizia. Si tratta di due vecchie conoscenze della questura, pizzicati in due contesti diversi della medesima operazione antidroga condotta dalla Squadra Mobile.
Venerdì gli agenti hanno sorpreso una compravendita in via Martiri di Cervarolo, nel quartiere Buco del Signore: nel parcheggio di un locale pubblico Xafer Berisha, 42 anni, originario del Kosovo, è stato sorpreso mentre cedeva della cocaina ad un acquirente italiano. Il cliente è stato subito bloccato e la dose recuperata. Nel frattempo i poliziotti hanno notato un altro uomo che si avvicinava al pusher; anche il secondo acquirente è stato bloccato con il recupero di una ulteriore dose. Con in mano le prove della cessione, gli agenti hanno fermato Berisha, che addosso aveva altre due dosi di stupefacente e oltre mille euro in contanti. La perquisizione domiciliare, in centro storico, ha fatto saltare fuori un bilancino di precisione, cartucce di un fucile da caccia e un coltellino a serramanico.
Berisha è noto alle forze dell’ordine perché coinvolto in “Cuttle big fish”, che aveva consentito alla polizia di sgominare una banda di 42 persone (in gran parte magrebini e albanesi) specializzate nello smercio di chili di stupefacente alla Reggio bene. Il 3 ottobre 2010 Berisha era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Cristina Beretti: condannato a cinque anni di reclusione, il kosovaro aveva già scontato dietro alle sbarre un anno e sette mesi e aveva presentato ricorso in Appello, ma in Cassazione la sua vicenda giudiziaria si era conclusa con l'inammissibilità del ricorso e Berisha era stato riaccompagnato in cella per scontare tre anni e quattro mesi di reclusione. Adesso il 42enne si trova alla Pulce, in attesa del rito direttissimo che si terrà lunedì.
L’altra scoperta in un bar a Cella, dove M.F., albanese di 39 anni, è stato denunciato a piede libero per la detenzione di 8 dosi di cocaina per complessivi 5 grammi. Anche in questo caso si tratta di un nominativo noto ai database della questura: oltre a precedenti specifici, il 39enne era finito in manette il 14 ottobre 2014 perché trovato in possesso di 20 grammi tra cocaina, hascisc e marijuana. In ragione della pericolosità del soggetto il questore aveva proposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, che era stata accordata nell’agosto 2017 per la durata di un anno. (am.p.)
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