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Morto dopo la caduta si farà un test istologico

Morto dopo la caduta si farà un test istologico

Montecchio, ieri l’autopsia in presenza del medico nominato dalla famiglia L’avvocato: «È emersa un’anomalia che l’ulteriore esame dovrebbe spiegare»

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MONTECCHIO. L’autopsia condotta in presenza del medico legale nominato dalla famiglia e la richiesta, da parte di quest’ultima, dell’esecuzione dell’esame istologico su un tessuto prelevato durante l’indagine. Sono le ultime, importanti, novità sul caso di Antonio Fiorentino, l’uomo di 66 anni morto venti giorni dopo essere stato ingessato a una gamba all’ospedale Franchini, in seguito a una banale caduta in casa. La salma, in seguito alla richiesta di accertamenti, seguita al formale esposto fatto dalla famiglia ai carabinieri di Montecchio, era sotto procura dalla data della morte, avvenuta il 26 febbraio.

A disporre l’accertamento il sostituto procuratore Claudio Santangelo. In seguito i famililari di Fiorentino, che era un imprenditore di origini calabresi molto noto in paese, hanno nominato il loro medico legale, nella persona del dottor Alberto Martini, e chiesto che partecipasse all’esame autoptico. Il loro sospetto è che a causare la morte del congiunto sia stata un’embolia partita dall’ingessatura alla gamba destra.

L'autopsia è terminata verso le 15 di ieri. «Bisognerà attendere l’esito dell'esame istologico per capire meglio cosa sia effettivamente accaduto – spiega l’avvocato Carmine Migale che tutela i Fiorentino in questa delicatissima e dolorosa vicenda – È emersa infatti qualche anomalia, che sarà analizzata dall’esame istologico. I dubbi della famiglia che ha presentato l’esposto al momento restano fondati. L’esito dell’istologico consentirà di sciogliere qualsiasi dubbio».

Il funerale dell’imprenditore naturalmente non è stato ancora fissato dal momento che l’autopsia è stata effettuata di sabato. Domani dunque è attesa la decisione della Procura in merito al nulla osta.

Solo dopo i familiari di Fiorentino potranno organizzare il funerale. Fiorentino, nato il 12 febbraio 1952, a Caccuri (Catanzaro) e residente a Montecchio da decenni, ha lasciato nel dolore una famiglia numerosa: la moglie, tre figli e tanti nipoti.

Era stato ingessato alla gamba destra, per la rottura del tendine del ginocchio, il 6 febbraio scorso al pronto soccorso dell’ospedale Franchini, dove era rimasto ricoverato fino al 14 febbraio. Ma dopo pochi giorni, il 23 febbraio, sempre al Franchini all’uomo venne riscontrata una polmonite e si decise per un nuovo breve ricovero. All’improvviso lunedì scorso il malore che lo ha stroncato in poche ore. (m.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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