Un fenomeno di ritorno, diversi casi nel parcheggio dell’ospedale
Sottrarre autoradio è una tipologia di furti “di ritorno”. Quello che pareva un fenomeno archiviato insieme ai tempi delle musicassette e degli apparecchi estraibili – e soppiantato da vetture sempre...
Sottrarre autoradio è una tipologia di furti “di ritorno”. Quello che pareva un fenomeno archiviato insieme ai tempi delle musicassette e degli apparecchi estraibili – e soppiantato da vetture sempre più accessoriate e tecnologicamente ben più preziose e appetibili – si è ripresentato nella nostra città di recente. Ad esempio risale a metà febbraio l’episodio raccontato da Arianna Servi, una reggiana vittima di una spaccata alla sua utilitaria nel parcheggio dell’ospedale del Santa Maria Nuova. «Smontando dal lavoro sono andata in macchina e l’ho trovata completamente distrutta, con il vetro rotto e lo stereo strappato e rubato, oltre alla portiera forzata», aveva spiegato la lettrice alla Gazzetta di Reggio. Episodi analoghi sono poi stati raccontati da diverse altre donne, la maggioranza delle quali dipendenti della struttura sanitaria, inferocite per l’incremento dei raid dei topi d’auto.
Fa parte invece di un fenomeno diverso, eseguito spesso da bande specializzate, quello della “cannibalizzazione” di auto di grossa cilindrata, quasi sempre Mercedes: vetture che vengono spogliate e smontate di intere parti del cruscotto, per impadronirsi di navigatore, radio, airbag, bocchette di aerazione e copertura del cambio. Secondo gli addetti al settore, in questo caso si tratta di furti su commissione che vanno a rimpinguare i ricercatissimi pezzi di ricambio di macchine incidentate e danneggiate proprio nei sistemi di sicurezza.
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